Allarme Nasa sul 2016, sarà un anno bollente: cosa fare per invertire il trend

Il 2016 si preannuncia come l’anno più caldo di sempre: lo testimoniano le rilevazioni sulle temperature dei primi mesi di quest’anno, a partire nel dettaglio dal mese di febbraio. Secondo i dati NASA diffusi su Focus, aprile sarà il terzo mese consecutivo in cui le temperature registrano un incremento rispetto alla media del periodo. Ma i dati non si fermano certo qui, visto che aprile 2016 risulta essere il settimo mese consecutivo in cui la temperatura media è di 1 grado superiore alla media del periodo compreso tra il 1951 e il 1980. 

Il 2016 sarà dunque un anno bollente, probabilmente il più caldo mai registrato. Aprile 2016 è già stato uno dei mesi più caldi mai rilevati, superando perfino aprile 2010 di 0,24 °C. I sentori c’erano già: noi comuni mortali, che non abbiamo a disposizioni le risorse per misurare le temperature globali, non abbiamo vissuto un inverno freddo e rigido. Perfino nei Paesi del nord Europa i soggetti più avanti con l’età si ricordano inverni freddi e innevati, dove il gelo era una costante dei mesi più bui, un trend decisamente cambiato negli ultimi anni.

E chi è che non ricorda il sole autunnale a New York durante il periodo natalizio? Insomma, il problema è di natura globale, ma le cause di ciò non sono da imputare soltanto a El Nino che sta riscaldando le acque del Pacifico, ma anche all’uomo e ai governi che non stanno attuando politiche ambientali più efficienti per salvaguardare il pianeta. In India, dopotutto, ci sono zone aride dove la siccità la fa padrona, mentre in alcune zone dell’Asia il cambiamento climatico ha generato conseguenze catastrofiche per le coltivazioni.

I frutti della stagione estiva in Italia sono inoltre arrivati molto prima del previsto proprio a causa del caldo record. Insomma, una situazione che di certo non migliorerà se l’uomo non farà qualcosa. Come? Dando un piccolo contributo alla causa, assumendo uno stile di vita più responsabile, cercando di salvaguardare il pianeta partendo dalle piccole cose. L’allarme tuttavia non sorprende i ricercatori: Andy Pitman, direttore dell’Arc Centre of Excellence for Climate System Science dell’Università del New South Wales (Australia) ha infatti ricordato che “i climatologi lanciano avvertimenti almeno dagli anni Ottanta e dal 2000 in poi è tutto assolutamente scontato. Perché sorprendersi?” Già, perché sorprendersi se poi ogni giorno contribuiamo anche noi a questo disastro climatico?

 

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