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Barriere coralline minacciate

Il cambiamento climatico non è il solo nemico del corallo. Dal 40 al 50% delle barriere coralline si trovano in uno stato critico.

Le nuove malattie che colpiscono i coralli potrebbero avere un impatto benefico. È ciò che sostiene uno studio pubblicato questa settimana nella rivista americana Pnas (Proceedings of the National Academy of Sciences).

“Le malattie sono una delle cause principali del deterioramento delle barriere di corallo e ciò è  destinato a peggiorare con il cambiamento climatico futuro”, spiegano i ricercatori. Tuttavia, la modifica del ciclo della specie, può determinarne la nascita di nuove varietà.

Questa selezione naturale andrebbe a creare, secondo gli esperti, “un turnover di nuovi ecosistemi, migliorando, nel contempo, la resistenza ai fococolai delle malattie.

I coralli sarebbero pronti a reagire

“In natura esiste  la capacità costante di adattamento verso un ambiente in continua evoluzione. Più si modifica, maggiore è la capacità di reazione”, conferma Serge Planes, biologo al CNRS. “Se le varie sollecitazioni che influenzano le scogliere coralline non le uccidono, queste possono diventare più reattive,  ma non dobbiamo  illuderci. Purtroppo, non è raro che i coralli malati scompaiono definitivamente”.

Oggi, si stima che il 20-25% delle barriere coralline siano, irrimediabilmente, distrutte e il 40-50% si trovi in una situazione altamente critica. Sappiamo, d’altra parte, che la causa principale di questa rovina è da ricercare nell’azione dell’uomo: lo sviluppo costiero, l’urbanizzazione, lo sviluppo dell’acquacoltura e la sedimentazione. Ricorda Serge Planes. Se al processo antropico, si aggiungono anche gli eventi climatici estremi,  come i cicloni, allora i coralli hanno ben poca possibilità di sfuggirne.

Lo scorsa settimana, le autorità tailandesi hanno  annunciato la chiusura “sine die” di diciotto zone  d’immersione, situate in sette parchi marittimi nazionali.

I coralli del mare delle isole Andamane e del golfo della Tailandia sono affetti da un serio sbiancamento, una notevole perdita di colore. In causa, il riscaldamento dell’acqua legato a particolari eventi meteorologici estremi (El Nino),  ma anche all’eccessiva attività praticata vicino alle scogliere, connesse al turismo di massa.

Quando una barriera corallina è danneggiata

“Per ricostituirsi gli occorrono dieci, dodici o quindici anni e, tuttavia, non nella sua totale compattezza”,  precisa Serge Planes. Ma se il corallo, nel frattempo, subisce altri attacchi, questi possono essergli fatali.

Le barriere coralline svolgono un ruolo essenziale nella protezione degli ecosistemi costieri, mettendole particolarmente al riparo dai moti  ondosi.

“Per il momento, la riduzione delle barriere di corallo sembra essere rallentata”, garantisce il ricercatore, che non vuole cedere al pessimismo. “Le misure di protezione concertate si stanno adottando e i miglioramenti si stanno già osservando”.

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