Canada fuori dal protocollo di Kyoto

13 dicembre 2011 11:160 commenti

Si è conclusa sabato 10 dicembre la 17а Conferenza Mondiale sul Clima.

Per due intere settimane la capitale mondiale del “clima” è stata Durban, in Sudafrica, qui infatti sono arrivati i rappresentanti di tutti i paesi del mondo, oltre a quelli delle associazioni, per discutere un piano, una vera e propria tabella di marcia, per arrivare, attraverso la seconda fase del protocollo di Kyoto (il cosiddetto Kyoto2) ad un accordo globale “salva clima” nel 2015.

L’argomento di questo accordo riguarda le misure da intraprendere nella lotta contro il riscaldamento globale.

Sono passati molti anni dal quel lontano 1992, anno in cui si svolse a Rio la prima Conferenza Mondiale sui cambiamenti climatici (primo esempio di impegno “globale” in materia di clima e sviluppo sostenibile). Alla Conferenza di Rio fece seguito nel 1997 l’accordo di Kyoto,  che prevedeva dei veri e proprio “vincoli” per i paesi aderenti, i quali si obbligavano a ridurre le proprie emissioni di gas a effetto serra ( come l’anidride carbonica, prodotta dall’uso di combustibili fossili, il metano, emesso principalmente dalle discariche e dalle aziende zootecniche, l’ossido di azoto e altri idrocarburi)  del 5,2% entro il 2012.

La storia di questo accordo, unico strumento a livello mondiale in materia, è molto travagliata. Intanto, già a partire dal 1997 gli Stati Uniti rifiutarono di sottoscrivere il protocollo, ritenuto troppo restrittivo, negli anni seguenti, poi, altri paesi importanti come il Giappone, la Russia e il Canada dichiararono la loro “indisponibilità” nel sottoscrivere il rinnovo del protocollo Kyoto2  la cui previsione di partenza è il 2012.

Chiusa la Conferenza di Durban il Canada ha annunciato ufficialmente di “ritirarsi” dal protocollo, questo per non incorrere in sanzioni, visto che non ha mantenuto il suo impegno, come prevedeva l’accordo, di ridurre nel 2012 le sue emissioni di GES del 6% rispetto al livello del 1990, ma queste al contrario sono fortemente aumentate.

La notizia è preoccupante dal momento che il timore adesso è che altri paesi seguano l’esempio del Canada, vanificando di fatto il valore del protocollo.

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