Ceneri dei vulcani raffreddano la Terra

26 luglio 2011 11:220 commenti

Da oltre dieci anni, le eruzioni tropicali sono responsabili del blocco dell’innalzamento delle temperature.

I ricercatori hanno scoperto i motivi per i quali, da una decina di anni, il clima tende a scaldarsi meno rapidamente del previsto. 

Nell’ultimo numero della rivista Science del 21 luglio, un team di scienziati porta, ciascuno, una propria  parziale risposta. Questa pausa nel rialzo delle temperature è dovuta ad un aumento dei gas nella stratosfera (da 15 a 40 chilometri). 

Se le emissioni di gas a effetto serra (anidride carbonica, metano…), sempre in ampia crescita, hanno buona parte di responsabilità nel riscaldamento globale, le ceneri vulcaniche, le polveri e il sale marino, che circolano nella stratosfera, agiscono come un grande ombrello verso i raggi del sole, favorendo quindi il raffreddamento. 


“Lo studio dimostra che, da una decina di anni, la densità delle emissioni aumenta del 7% ogni anno”, spiega Jean Paul Vernier, uno degli autori e ricercatore alla Nasa. “C’è sempre un aumento della temperatura, ma viene mascherata dal raffreddamento causato dalle eruzioni vulcaniche”, aggiunge. Queste avrebbero ridotto il riscaldamento climatico del 25% rispetto a quello che avrebbe dovuto effettivamente essere dal 1998, sottolinea lo studio. 

Satellite Calipso 

Un aumento dell’attività vulcanica nelle regioni tropicali e delle ceneri disperse nella stratosfera è all’origine di questo innalzamento di vaporizzazioni. Un rilievo  effettuato grazie ai dati forniti dal nuovo satellite Calipso (franco-americano, lanciato in orbita nel 2006). 

“Le eruzioni tropicali sono considerate fattori particolarmente importanti in materia di cambiamento climatico, poiché le particelle emanate, possono circolare nella stratosfera dei due emisferi ed avere un effetto persistente sull’intero globo”. 

La logica dice che se l’attività vulcanica diminuirà nel corso degli anni, le temperature si rialzeranno “È molto importante osservare come si evolverà tutto questo entro il 2020”, garantisce il climatologo Jean Jouzel. 

Ultimo aggiornamento 26 luglio 2011 ore 13,20






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