Ecco Biosphera 2.0: la casa autosufficiente made in Italy che si alimenta con una pedalata

4 marzo 2016 09:440 commenti
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La casa come una cyclette, con l’alimentazione energetica che viene provocata tramite una semplice pedalata: si chiama Biosphera 2.0 ed è la casa autosufficiente made in Italy che alcuni già definiscono la casa del futuro. Caratterizzata da 25 metri quadri di spazio abitativo, Biosphera 2.0 è dotata di tutti i servizi indispensabili all’uomo, che resta sempre il perno centrale di questo progetto, o meglio, è il suo benessere quotidiano a essere centrale e a essere – anch’esso – alimentato dalla vita all’interno di Biosphera 2.0. 

Il concept di Biosphera 2.0 è stato sviluppato da un gruppo di studenti di architettura del Politecnico di Torino che hanno vinto un concorso organizzato da Woodlab – sempre del Politecnico – in collaborazione con la startup I3P Be-Eco, l’Università della Valle d’Aosta e Vallé d’Aoste Structure. In 12 mesi dentro Biosphera 2.0 vivranno ben 24 persone, che documenteranno il modo di vivere all’interno della casa autosufficiente registrando e controllando determinati parametri, tra cui la temperatura e la qualità dell’aria e l’umidità.

L’idea di Biosphera 2.0 è realizzabile? I ricercatori della società Aktivhaus pensano proprio di sì e hanno già presentato il progetto consistente nella creazioni di microunità abitative – solo 25 metri quadri per l’appunto – che vantano la peculiarità di essere energicamente autosufficienti e autonome. Come succede questo? Tramite una semplice pedalata e anche attraverso alcuni materiali che non consentono la dispersione termica generata. Gli sviluppi e i progressi abitativi all’interno di Biosphera 2.0 saranno documentati sul sito ufficiale, mentre una videocamera trasmetterà in tempo reale le immagini all’interno della zona giorno.

La microunità abitativa è stata progettata anche per resistere a condizioni atmosferiche estreme e sarà sperimentata nel corso di un anno in alcune città, tra cui spiccano Aosta, Milano, Torino e Lugano. I materiali di costruzione sono in legno e corrispondono a criteri di massima sostenibilità, mentre le lavorazioni tecniche e le materie prime appartengono all’artigianato valdostano tradizionale. Insomma, Biosphera 2.0 si prospetta come la casa del futuro, che si autoalimenta con il fabbisogno energetico e a impatto ambientale quasi zero: forse la casa del futuro, comunque un progetto innovativo che rivoluzionerà il nostro modo di abitare dentro una casa.

 

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