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Energie rinnovabili: spuntano le batterie al rabarbaro

Chi l’avrebbe mai detto che un giorno avremo sentito parlare di batterie al rabarbaro, elencandole tra le varie energie rinnovabili? A quanto pare è tutto vero: le batterie al rabarbaro, che potremo utilizzare a breve, rappresenteranno una delle soluzioni migliori per risparmiare sulle bollette. Verdi e low-cost, le batterie al rabarbaro dovrebbero infatti assicurare alle nostre unità domestica la più completa autosufficienza, permettendoci di non essere dipendenti dalla rete elettrica. 

Ma come sono composte queste batterie al rabarbaro? Rassicuriamo subito su un fatto: non contengono elementi tossici, bensì un composto formato da elettroliti, capaci di mettere in riserva le cariche elettrice. La nuova tecnologia è nata dalla collaborazione tra l’Università di Harvard, l’Università di Tor Vergata e la Fondazione Bruno Kessler.

Il problema delle energie rinnovabili infatti consiste nella possibilità di accumularla, cosa che con la batterie al rabarbaro è possibile solo quando è necessario. Con le rinnovabili, infatti, di energia o se ne produce troppa o troppo poca. Come accumularla? Per mezzo di queste batterie che non contengono metalli tossici. Ciò ovviamente produce un risparmio sui costi e sull’energia, influendo positivamente sull’ambiente e rendendo così questa nuova tecnologia green e low cost.

La batterie al rabarbaro sono tra le nuove tecnologie che vedremo nei prossimi anni: il suo lancio è infatti previsto entro la fine del 2017.

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