Geotermia minaccia acceleratore del Cern

7 dicembre 2011 12:270 commenti

Il CERN suona l’allarme. L’organizzazione internazionale si preoccupa per il suo grande collisore di adroni (LHC).

Il suo timore è che gli impianti di perforazione vadano a forare l’acceleratore di particelle che corre sotto terra, a cavallo sulla frontiera franco-svizzera.

“Siamo a conoscenza del problema, ma questo sta diventando sempre di maggiore ampiezza, visto il successo della geotermia„, spiega Friedemann Eder, responsabile delle relazioni con i paesi ospiti, al CERN.

Per utilizzare il calore della terra, cioè il principio del riscaldamento geotermico, sono stati posizionati in profondità diversi captatori. Di conseguenza le trivelle vanno a perforare a 100 metri sotto terra, e a volte anche oltre tale distanza. Pertanto, subentra un rischio per l’LHC che è collocato tra i 50 e i 175 m sotto la superficie.

Miliardi di danni


“Negli anni 80, quando il CERN realizzò l’LEP, l’antenato del LHC, era impossibile acquistare tutti i terreni circostanti in superficie, ed era stato messo a disposizione del CERN solo il sottosuolo”, aggiunge Friedemann Eder. Ma da allora, l’entusiasmo per la geotermia ha modificato la situazione.

“Le perforazioni si moltiplicano e sono sempre più profonde”, prosegue “l’acqua potrebbe entrare nel tunnel e le trivelle potrebbero danneggiare questi cilindri colmi di tecnologia„ Un disastro per la Comunità scientifica mondiale: “Ciò priverebbe migliaia di ricercatori del loro grande ambiente di lavoro.„ Senza contare le conseguenze finanziarie. “I danni si quantificherebbero in miliardi„, precisa Friedemann Eder.

“E’ necessaria, quindi, una sensibilizzazione delle amministrazioni comunali francesi che delimitano il territorio, le quali prima di dare il via ai lavori di perforazione abbiano il buon senso di consultare la mappa”, conclude Friedemann Eder.

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Ultimo aggiornamento 07 dicembre 2011 ore 13,27






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