Ghiacciai destinati a diventare rocce? Emergenza clima dopo la spaccatura del ghiacciaio dei Forni

E’ emergenza clima sulle Alpi, dopo la notizia della spaccatura del ghiacciaio dei Forni sito in Alta Valfurva, nel Parco nazionale dello Stelvio: si tratta del più grande ghiacciaio vallivo e la sua spaccatura in 3 parti preoccupa molto gli esperti e i ricercatori. Colpa del caldo torrido di questa estate, ma anche dell’effetto serra e di politiche ambientali non sempre prioritarie all’ordine del giorno. 

La situazione è preoccupante, anche alla luce delle ultime rilevazioni sulle variazioni volumetriche dei ghiacciai che si sono verificate negli ultimi 26 anni, equivalente a 2 mila miliardi di litri solo per quanto riguarda le Alpi centrali, vale a dire, in proporzione, 4 laghi Trasimeno come quantità.

La preoccupazione principale deriva anche dal fatto che i ghiacciai rivestono un ruolo importantissimo nella preservazione e negli equilibri dell’ecosistema, considerando soprattutto la loro capacità di produrre acqua d’estate tramite la fusione, contrastare la siccità e favorire la produzione di energia idroelettrica.

E’ probabile che i ghiacciai che stanno subendo le conseguenze del cambiamento climatico, presto diventino rilievi rocciosi. Come riporta il professor Claudio Smiraglia dell’Università degli Studi di Milano, “Il costante aggiornamento del catasto dei ghiacciai italiani, a breve includerà anche le criticità presenti sulle Alpi  italiani. Gli scenari futuri del glacialismo italiano, basato sull’evoluzione del clima che deriva da modelli climatici, indicano che un’inversione della tendenza in corso è molto improbabile e che nel giro di pochi decennni si potrebbe realizzare un ulteriore avvicinamento a un paesaggio alpino, più simile ai Pirenei e agli Appennini, che ormai risulta privo nella quasi totalità di ghiacciai. Questo sembra l’inevitabile destino delle montagne del futuro”.

 

 

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