Giappone catastrofe di Fukushima messa a tacere

2 agosto 2011 13:001 commentoDi:

La maggioranza dei giapponesi non ha fiducia di ciò che viene detto loro da parte del loro governo e della Tepco (Società che gestisce la centrale nucleare di Fukushima), per tutto quello che riguarda la situazione a Fukushima e dintorni, e hanno tutte le loro buone ragioni.

Tanto più che qualche giorno fa il governo del Giappone aveva ufficialmente emesso un’ordinanza alle società di telecomunicazioni e ai webmaster di censurare qualsiasi tipo di documento che contraddice i comunicati stampa dello Stato, secondo i quali la catastrofe nucleare di Fukushima si è risolta. 

La nazione ha, addirittura, imposto a tali a società di oscurare il contenuto dei siti Internet che contrastano la posizione ufficiale del governo ossia: “la catastrofe è sotto controllo e non sussiste alcuna minaccia provenire dalle radiazioni”. 

Il governo afferma che i danni causati dalla forte scossa di terremoto, dallo tsunami con conseguente incidente nucleare vengono amplificati dalle voci irresponsabili, pertanto occorre adottare adeguate misure per la salvaguardia della popolazione.

Il gruppo del progetto ha, quindi, provveduto a trasmettere tutte le informative emesse dal governo giapponese alle varie organizzazioni, come: società telefoniche, gestori server di Internet, reti televisive via cavo e non, al fine di  “adottare le misure idonee, basate sulla linea direttiva, in risposta ad informazioni illegali”. 

Tali misure prevedono di cancellare tutte quelle notizie  che provengono dai blog, che le autorità giudicano nocive al morale della popolazione e all’ordine pubblico. (Asia Pacific journal). 

In parte questo è dovuto, anche, ai numerosi  documenti archiviati dai giornalisti tradizionali che sono poco propensi a visitare la zona contaminata di Fukushima. Ma soprattutto per non entrare in  opposizione con i rapporti diffusi da Tepco e dal governo. 

Molti funzionari governativi giapponesi insistono che la situazione è ormai sicura e i timori ingiustificati  danneggiano l’economia del paese.Tuttavia, sono numerosi i giornalisti freelance che smentiscono: “Il rapporto di Tokyo sottovaluta la voluminosa perdita radioattiva e la minaccia costante che grava sulla salute pubblica”. 


La Commissione di Sicurezza nucleare del Giappone ha pubblicato soltanto due rapporti riguardanti i dati della dispersione di sostanze radioattive, dall’incidente nucleare di Fukushima Daiichi, mentre sono oltre 2000 le stime realizzate dagli elaboratori, sui livelli di rischio. Lo hanno reso noto fonti vicine all’ente preposto al controllo dei dati. 

The Christian Science Monitor cita Iouli Andreev, specialista russo negli incidenti nucleari, che contribuì  25 anni fa a ripulire la regione di Chernobyl, accusa l’Agenzia Internazionale Energia Atomica (AIEA) di essere troppo vicina alle imprese. “E’ un’organizzazione falsa che dipende solo dall’industria nucleare, quindi non può funzionare correttamente”.

In realtà, i tecnici dell’AIEA non hanno neppure avuto il coraggio di entrare nei luoghi di Fukushima per accertarne la situazione. I lavoratori di Tepco sono stati condannati ad una morte a distanza, per intervenire sui gravi danni della centrale. Tutto ciò,  mentre il grande proprietario di Tepco disperato,  si lamenta per gli sforzi adoperati e di essere sottoposto a continua pressione. Ma probabilmente la peggio tocca a quei poveri lavoratori che hanno deciso di sacrificare le loro vite per tentare di evitare il peggio.  

Benché sia difficile da immaginare, Tepco aveva previsto di costruire due reattori supplementari nel sito della centrale di Fukushima Daiichi,  n° 7 e 8, facendone richiesta ufficiale nei giorni seguenti alla catastrofe (11 marzo 2011). I nuovi reattori della centrale avrebbero dovuto essere operanti nel 2016 e 2017. Tuttavia, il presidente Masataka Shimizu ha annunciato, recentemente, che la società aveva abbandonato il  progetto. 

Una cosa è certa, come il gigante bancario Morgan Stanley, che ha preparato i bagagli ed ha abbandonato la costruzione di Tokio con una grande perdita di denaro, il buon senso ci detta, allora, che loro sanno qualcosa che i cittadini non sanno. Tokio riceve una quantità importante di radiazioni nucleari che provengono dalla fusione nucleare di Fukushima.

Ma in tutto il Giappone risuona una sola frase, ovunque: “Non c’è nessun rischio per la salute e la sicurezza umana”. 

 

Ultimo aggiornamento 02 agosto 2011 ore 15,00

 






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1 commento

  • Sono d’accordo su alcuni punti.

    Ma ti dico due cose.
    Primo e verissimo che giornalisti e gente ignorante sta scrivendo tante cavolate sulla situazione.
    Secondo le stai scrivendo anche se pensi veramente che il governo abbia ordinato una tale censura, primo in applicabile. Chi ti parla e un esperto informatico di sicurezza reti che di queste cose se ne occupa e non vi è alcuna richiesta (ordine del governo)

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