Giappone nuova fuga radioattiva a Fukushima

5 dicembre 2011 10:160 commentiDi:

Una nuova fuga di liquido radioattivo che si dirige verso l’Oceano Pacifico è stata individuata dalla centrale danneggiata di Fukushima, ad annunciarlo, questa mattina, un portavoce della Società Tokio Electric Power (Tepco).  

Sul luogo sono già stati inviati i tecnici per verificare la causa di questo versamento, che si è prodotto nei pressi di un sistema di decontaminazione delle acque di scarico, ha precisato Tepco. 

Una quantità di circa 45 tonnellate di acqua radioattiva è stata rinvenuta attorno ad un condensatore, con estrema urgenza, si è quindi provveduto a formare una barriera di sacchi di sabbia per impedirne un’ulteriore dispersione. 

I tecnici sono riusciti a trattenere una buona parte di liquido contaminato all’interno della struttura dove è situato il sistema di decontaminazione, tuttavia circa 300 litri si sarebbero riversati da una grondaia che emerge dall’oceano. 

L’acqua contiene sostanze radioattive come il cesio 137 e lo iodio 131, ma a livelli “simili o leggermente superiori„ a quelli individuati nell’acqua di mare nei pressi del sito nucleare, ha aggiunto il portavoce di Tepco


Ma nell’acqua sarebbero presenti anche altre sostanze altamente pericolose, come lo stronzio radioattivo, principale causa dei tumori delle ossa, anche se ci vorranno almeno due settimane per averne una conferma certa, secondo Tepco. 

“Stiamo seguendo costantemente l’incidente che si è verificato al sistema di decontaminazione”, ha indicato il funzionario della Società elettrica. 

In seguito all’incidente atomico che si è prodotto l’11 marzo scorso, provocato da un potente sisma e uno tsunami gigante, Tepco ha confluito nell’Oceano Pacifico 10.000 tonnellate di acqua radioattiva. 

Le analisi di laboratorio effettuate, dopo il grave incidente, avevano dimostrato che la radioattività si era dispersa nel mare senza, tuttavia, minacciare direttamente il mondo animale e delle persone.

Tepco, poi, aveva annunciato che questa perdita non impediva loro di raggiungere entro la fine del mese (novembre) “un arresto a freddo„ dei reattori, cioè un mantenimento stabile del combustibile nucleare sotto la soglia dei 100 gradi Celsius. 

La catastrofe della centrale Fukushima Daiichi, chiaramente molto più grave di quella di Tchernobyl nel 1986, non ha provocato morti dirette, ma ha obbligato migliaia di persone ad abbandonare le zone contaminate dai rifiuti altamente radioattivi dei reattori deteriorati.

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Ultimo aggiornamento 05 dicembre 2011 ore 11,16






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