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Una coniugazione rarissima di due fenomeni climatici sul Pacifico e sull’Atlantico.

Nel cuore dell’estate, scienziati americani dell’università di Columbia (New York), hanno deciso di interessarsi dell’inverno. Per rispondere ad una domanda: perché l’Europa del Nord, da un lato ed una parte degli Stati Uniti, dall’altro, hanno subito precipitazioni abbondanti di neve e picchi eccezionali di freddo durante l’inverno 2009-2010.

“Al punto che le nevicate record che hanno colpito la città di Washington, sono state oggetto di argomentazione sfruttata dai clima-scettici,  per ridicolizzare la teoria del riscaldamento climatico”, ricorda Richard Seager, uno dei principali autori dello studio pubblicato nella rivista Geophysical Research Letters.

Ma, le conclusioni dei ricercatori non hanno molto a cui vedere con il cambiamento climatico.

Queste nevicate eccezionali sono il risultato di una concomitanza rarissima tra due eventi meteorologici naturali. Si è trattato, nella parte del Pacifico, del fenomeno di El Nino, un’evoluzione della pressione atmosferica australe ed un leggero aumento della temperatura della superficie del mare.

Questo si traduce con maggiori precipitazioni in alcune regioni dell’America del Nord  (dalla California alla Florida).

Nella parte Atlantica, invece, si è trattato di un altro fenomeno meteorologico, battezzato NAO (oscillazione nord atlantica), la cui opera e persistenza è stata particolarmente eccezionale. Quando questa NAO è negativa, ne consegue un arrivo importante di aria fredda proveniente dall’Artico sul continente europeo, ciò,  associato  all’umidità oceanica,  porta ad abbondanti  precipitazioni nevose anche al sud.

“El Nino, pertanto, agisce direttamente sul meteo americano, mentre la NAO ha effetti inferiori sugli Stati Uniti, ma molto diretti sull’Europa”. Precisa Jean-Pierre Céron, specialista francese nello studio e nella previsione dell’andamento del tempo.

Secondo i ricercatori americani, la probabilità che tale combinazione possa riprodursi ancora prossimamente è quasi nulla. Occorre risalire ad oltre duecento anni addietro per ritrovare un identico fenomeno meteorologico. L’ultima si ebbe nel corso dell’inverno 1783-1784, dove si riscontrò un inverno particolarmente rigoroso.

“Per molto tempo, il grande freddo che ha imperversato  quest’ultimo inverno, è stato attribuito all’eruzione vulcanica in Islanda” ha rammentato Richard Seager.

Tuttavia, la ricerca ha dimostrato che si è trattato dello stesso fenomeno verificatosi nei lontani anni 1783-1784.

Ora agli scienziati non rimane altro che spiegarsi sul perchè tale combinazione arrivi a prodursi. Un gruppo di ricercatori è già in piena opera.