Il Sole andrà in un lungo periodo di ibernazione

16 giugno 2011 19:490 commenti

Mentre il riscaldamento globale minaccia sempre di più il clima terrestre, tre studi americani annunciano che il sole conoscerà un lungo periodo di ibernazione. Un fenomeno inatteso, secondo i ricercatori.

Il sole attraverserà un lungo e insolito periodo di debole attività, questo è ciò che hanno rivelato le relazioni di  tre approfondite ricerche effettuate negli  Stati Uniti. Questo “fenomeno” potrebbe influire sul clima terrestre.

Gli scienziati americani hanno osservato una diminuzione delle macchie solari ed un rallentamento dell’attività vicino ai poli, segnali che determinano che il sole si sta incamminando verso un prolungato periodo di insolita calma.

Mentre il ciclo attuale del sole, il 24° iniziato nel 2008, inizia ad accelerare la sua attività verso un massimo che si misura in numero di macchie, gli studi sull’attività interna della grande stella, della sua superficie visibile e della sua corona, lasciano pensare che il prossimo ciclo potrebbe essere molto calmo o addirittura inesistente, secondo gli scienziati di National Solar Observatory (NSO) e dell’Air Force Research Laboratory.

Fenomeno molto insolito e inatteso

“Se non ci sbagliamo, il ciclo attuale dovrebbe essere l’ultimo dell’attività solare massima che vedremo, non prima di parecchi decenni”, sottolinea Frank Hill, direttore del NSO, commentando i risultati di queste ricerche.

Lo studioso, qualifica questo fenomeno  “molto insolito e inatteso”, stimando che ciò “andrebbe ad influenzare un gran numero di cose, dall’esplorazione spaziale al clima terrestre”.

Nel passato, una debole attività magnetica del Sole, tuttavia prolungata, ha coinciso con le glaciazioni sul nostro pianeta. Con tali eventi l’atmosfera terrestre si raffredda e le tempeste magnetiche in prossimità dei poli (aurore boreali),  andranno a rarefarsi, questo potrà interferire con i sistemi di comunicazione terrestre.

“Il fatto che tre osservazioni del Sole, totalmente differenti, puntano tutte nella stessa direzione, è una solida indicazione che il ciclo delle macchie solari potrebbe incamminarsi verso un’ibernazione”, aggiunge Frank Hill.

Piccola era glaciale

I risultati di questi studi sono stati resi noti durante la conferenza annua della divisione di fisica solare dell’American Astronomical Society, che si è riunita questa settimana presso l’università del New Mexico. Il numero di macchie solari aumenta e cala in un ciclo, che dura circa undici anni, corrispondente alla metà del periodo, al termine del quale i poli magnetici si invertono.

La prima domanda è quella di sapere se questo rallentamento dell’attività solare, fa presagire un secondo “Minimo di Maunder”, che si sviluppò tra gli anni 1645 e 1717, durante questo periodo l’Europa conobbe una piccola era glaciale.

Per la formazione di una macchia il campo magnetico solare deve avere una forza minima di 1500 gauss (unità di misura elettromagnetica). Ora, secondo questi ricercatori, la forza media del campo magnetico solare è diminuita di 50 gauss all’anno, negli ultimi tredici anni, cadendo al di sotto di questo minimo.

Ma secondo Georg Feulner del Potsdam Institute in Germania, una forte riduzione dell’attività solare non compenserà il riscaldamento legato alle emissioni di CO2 risultante delle attività umane.

Tutto ciò arriva dopo neanche un anno che gli scienziati della Nasa avvertivano che la minaccia sarebbe arrivata dal sole nel 2013, a causa della sua forte attività.

Leggi anche: Polo Nord si riscalda l’Europa si raffredda

Ultimo aggiornamento 16 giugno 2011 ore 21,50

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