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In Zimbabwe i bracconieri hanno fatto strage di elefanti: avvelenati col cianuro

Tra laute possibilità di guadagno e il rischio di finire in prigione per 15 anni vince la volontà del denaro: per questo i bracconieri continuano a fare strage di animali nei parchi naturali africani. Già nel 2013, numerosi elefanti e altri animali di taglio più piccolo vennero avvelenati dal cianuro: oggi la storia – triste storia – si ripete, con il direttore del dipartimento Parchi dello Zimbabwe, Jerry Gotora, che ha affermato come dopo gli ultimi rilevamenti, sono stati trovati ben 81 elefanti morti, avvelenati da cianuro. 

Quello dei bracconieri in Africa è un cancro difficile da estirpare, nonostante il numero ingente dei ranger che quotidianamente controllano gli animali e cercano di fermare la piaga del bracconaggio. La portavoce del Parco di Hwangesi, Caroline Washaya-Moyo, ha infatti affermato come “la rapidità con cui stiamo perdendo gli animali per colpa del cianuro è allarmante” e ha lanciato un appello “alle persone che vivono nelle vicinanze dei parchi nazionali affinché ci aiutino in questa battaglia”.

Dalle zanne degli elefanti e dai corni dei rinoceronti, i bracconieri ci guadagnano un sacco: tanto quanto basta per arricchirsi alle spalle degli animali, fregandosene della natura e di un intero ecosistema. Il recente avvelenamento da cianuro ha fatto una strage di elefanti e anche il Wwf risulta preoccupato: “Se i bracconieri non si fermeranno, tra 10 anni molti esemplari di animali scompariranno”.

Col cianuro, infatti, non solo cadono gli elefanti, ma anche tutti gli altri animali che mangiano gli stessi cibi avvelenati: e ciò rischia di diventare un problema serio per lo Zimbabwe e per i Paesi limitrofi, soprattutto dopo il caso di quest’estate del dentista cacciatore che ha ucciso il leone Cecil, un simbolo, un’icona di un ecosistema feroce e selvaggio ma purtroppo sempre a rischio per colpa di una razza ancora più feroce e selvaggia: gli uomini.

 

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