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Islanda pronta per la più devastante eruzione vulcanica

vulcano in islanda

L’Islanda si sta preparando ad una potente e potenzialmente devastante eruzione vulcanica,  dopo la piccola fuoriuscita di lava rovente, avvenuta  durante questo fine settimana.

Circa 500 persone sono state evacuate dalle zone attigue al vulcano Eyjafjallajökull, che si trova a circa 120 chilometri  a sud-est della capitale, Reykjavik.

I due aeroporti del paese sono stati chiusi per la maggior parte del giorno e i transatlantici dirottati a causa della minima visibilità, dovuta all’emissione della cenere dal vulcano.

La spettacolare eruzione è stata osservata, sorvolando la zona con un aereo della Protezione Civile, Freymodur Sigmundsson, un geofisico, ha concluso che un pericolo immediato forse dovrebbe essere scongiurato, la lava scorre lungo una fessura di circa un chilometro.

Il timore iniziale è stato che il vulcano, che ha eruttato direttamente sotto lo stesso ghiacciaio Eyjafjallajökull, avrebbe potuto provocare un rapido scioglimento dei ghiacci, con il susseguirsi di inondazioni e frane disastrose. Invece, il vulcano ha sprigionato la sua lava tra Eyjafjallajökull e il ghiacciaio più grande Myrdalsjoekull.

Tuttavia, il pericolo è che il piccolo vulcano è solo all’inizio della sua attività e che possa dare l’imput,  al più potente vulcano Katla, che si trova sotto Myrdalsjoekull.

“Questo potrebbe innescare Katla, che è un vulcano insidioso che potrebbe causare danni a livello locale e globale”, ha dichiarato Pall Einarsson, presso l’Università d’Islanda.

All’inizio del mese di marzo, si sono registrati tremori, intorno a Eyjafjallajokull, ma la previsione precisa di un’eruzione vulcanica è veramente difficile, anche con le apparecchiature ad alta tecnologia a disposizione dei geologi islandesi.

Ora che è successo,  l’unica base per la previsione è che non ha un bell’aspetto.”Eyjafjallajökull ha sprigionato la sua energia solo tre volte negli ultimi mille anni”, ha riferito il dottor McGarvie, “nel 920, nel 1612 e tra il 1821 e il 1823. E ogni volta si attivò Katla. La probabilità che Katla venga innescato, si potrà conoscere in poche settimane o in pochi mesi”.

L’Islanda è costruita su una roccia vulcanica nella dorsale medio-oceanica dell’Atlantico ed è abituata alle eruzioni. Il villaggio meridionale di Vik, vicino alla zona del vulcano, oggi in piena attività, ha da secoli un piano di evacuazione, in cui ogni cittadino per mettersi in salvo, è  costretto a correre verso la chiesa, costruita su un terreno elevato.

Inoltre sono consapevoli del fatto che, se Katla dovesse eruttare, ciò che ne conseguirà, saranno una serie di pericolose inondazioni.

Nel 1783, quando il vulcano Laki avviò la sua piena attività, la lava fuoriuscì ad un’altezza di 1,4 chilometri, con oltre 120 milioni di tonnellate di biossido di zolfo rilasciato nell’atmosfera.

Fu un cataclisma, l’eruzione ebbe inizio l’8 giugno 1783,  creò un’apertura di una faglia con 130 crateri, un quarto della popolazione dell’isola morì a causa della conseguente carestia, infatti vennero contaminati i pascoli, la fluorosi uccise più del 50% del bestiame dell’isola, aveva insomma, trasformato il mondo, in Gran Bretagna fu avvertita la famigerata “estate di sabbia” e una nube tossica coprì la citta di Praga.