Lago Vostok: raggiunto il bacino sepolto da venti milioni di anni

7 febbraio 2012 17:310 commenti

Dopo più di vent’anni di duro lavoro ed estenuanti ricerche un team di scienziati russi ha finalmente raggiunto il più grande degli oltre 70  laghi sub-glaciali situato a circa 4 kilometri sotto il territorio antartico australiano: il famigerato Lago Vostok.

Questo bacino di acqua dolce, che prende il nome dalla vicina base sovietica di Vostok, venne scoperto per la prima volta dal geografo russo Andrey Capitsa verso la fine del 1959, e nel corso dei decenni successivi la sua esistenza fu confermata da ulteriori studi, i primi  condotti durante le operazioni di carotaggio del 1989 effettuate da team di ricercatori russi, francesi e americani. Quindi furono autorizzate le trivellazioni in modo da avvicinarsi il più possibile al misterioso bacino, che vennero portate avanti fino al 1999 quando furono sospese, a soli  150 kilometri di distanza dall’obiettivo, per il pericolo di eventuali contaminazioni dell’antichissimo ecosistema.


Il lago è lungo 250 kilometri e largo 50, si estende per 12500 kilometri quadrati al di sotto della calotta polare ed è profondo circa 1000 metri, ma ciò che affascina realmente gli scienziati è la sua età:  risalirebbe a più di 20 milioni di  anni fa.

Si tratterebbe quindi del lago più antico della terra e, sempre secondo gli scienziati, conterebbe acqua purissima e forme di vita probabilmente sconosciute, preservatesi nel corso dei secoli grazie alle ottimali condizioni climatiche esistenti sotto il sigillo del ghiaccio: temperatura dell’acqua di circa -3°C  e una calotta di ghiaccio ricca di ossigeno e altri gas che eserciterebbe pressione.

L’unico timore  che preoccupa il mondo scientifico è che il nostro ecosistema e quello sepolto del lago potrebbero essere in qualche modo incompatibili; in questo caso una qualsiasi forma di vita  proveniente dalla Terra potrebbe contaminare e sterminare l’equilibrio del lago, e viceversa.






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