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Legambiente: spiagge invase dalle monnezza e ora Coccia di Morto è sotto accusa

E’ la spiaggia di Coccia di Morto, nell’area demaniale di Fiumicino, sul litorale laziale, l’area marina italiana più inquinata in assoluto. Il triste primato era decisamente prevedibile alla luce dei tanti problemi che la località del litorale laziale aveva già manifestato negli scorsi anni. Problemi a cui non è mai corrisposta una seria azione di contrastato.

Emergono particolati molto significativi sullo stato di salute delle spiagge italiane che sono state oggetto di monitoraggio da parte dell’associazione ambientalista Legambiente. I volontari verdi hanno passato al setaccio migliaia di metri quadri di spiagge italiane scoprendo che esse stesse, oltre al mare, sono uno degli ecosistemi più inquinati sul territorio.

Plastica, polistirolo e cotton fioc, i comunissimi bastoncini per le orecchie, sono il più grande flagello delle spiagge italiane mentre tutti gli altri materiali, dal ferro al legno passando per la carta, sono presenti in concentrazioni molto meno massicce. Secondo l’indagine che è stata effettuata da Legambiente ogni 100 metri quadri si spiaggia sono presenti ben 714 rifiuti che sono stati passati uno per uno tra le mani degli ambientalisti per poi essere catalogati. Il problema delle spiagge è la pluralità di finti in inquinamento.

Da un lato, infatti, ci sono le correnti marine che trasportano verso la terra plastica, ferro, legno, carta, contenitori di ogni tipo e il polistirolo che è molto usato in ambito navale, dall’altro c’è il problema delle depurazione che, sopratutto in alcune zone d’Italia non funziona come dovrebbe e, infine ma non meno importante, c’è il comportamento dell’uomo che è solito abbandonare sulla spiagge rifiuti di ogni tipo a partire dai mozziconi di sigaretta. In una scala di criticità, però, il vero problema non è l’uomo ma bensì le navi che scaricano in mare aperto in modo indiscriminato. Sotto un certo punto di vista quello che fanno le imbarcazioni in mare aperto non può essere oggetto di monitoraggio da parte del singolo che invece ha grandi responsabilità per quanto riguarda la terza fonte di inquinamento: i cotton fioc. Ben il 14% dei rifiuti trovati sulle spiagge italiane, infatti, è costituito, stando al report di Legambiente, dai bastoncini per pulire le orecchie che finiscono sulla sabbia a causa della cattivissima abitudine di gettarli nello scarico del Wc domestico. Da lì, poi, i cotton fioc passano attraverso la fogna, non vengono bloccati dai depuratori e finiscono in mare. Se sulla spiaggia sono osceni e inquinanti, in acqua i cotton fioc sono letali per tanti pesci e rettili.

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