Mistero risolto su scomparsa petrolio nel Golfo del Messico

26 agosto 2010 09:320 commentiDi:

batteriGli scienziati affermano di avere risolto il mistero del petrolio mancante dal quantitativo fuoriuscito dalla piattaforma nel Golfo del Messico. 

Sciami di batteri mangia-petrolio hanno già provveduto a fare la parte più difficile del lavoro di risanamento della BP, hanno riferito gli esperti. 

Il microrganismo, denominato spirillo dell’oceano, cibandosi con voracità, ha dimostrato di degradare il greggio disperso dalla società BP.   

Nell’oceano sono sgorgati quasi cinque milioni di barili di petrolio e sono stati necessari 87 giorni per porre rimedio al grave disastro. 

Le autorità locali erano  sconcertate da quella che era ormai diventata una delle più catastrofiche situazioni ambientali. Ogni giorno si riversavano in mare innumerevoli quantitativi di greggio, e solo dopo 3 mesi si è riusciti a sigillare la falla. 


Gli esperti hanno esaminato l’oceano a 22 miglia dalla costa e a 3.600 m di profondità, nei mesi di maggio e giugno,  e hanno rinvenuto una crescente popolazione di batteri mangia-carbonio. 

I germi sono stati decisamente prodigiosi, infatti, ogni  volta che gli scienziati prelevano campioni di acqua da testare, all’arrivo in laboratorio, i batteri hanno già provveduto a divorare tutto il petrolio contenuto nel liquido stesso. 

Anche all’ inizio di questo mese, durante un sopralluogo di studiosi presso le zone contaminate dal petrolio, è stata accertata la numerosa presenza di questi batteri e nessuna traccia di greggio. 

Terry Hazen, direttore del dipartimento di ecologia del Lawrence Berkeley National Laboratory, ha asserito che i test del DNA dimostrano che i batteri hanno i geni necessari per l’elaborazione dell’olio.

“Non abbiamo mai visto nulla di meglio, dal lavoro svolto da questo batterio”. Ha svelato Hazen.






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