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Monte Bianco tasca di acqua nel ghiacciaio minaccia le valli

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Una massa di 65.000 tonnellate di acqua si è accumulata in una tasca sotto il ghiacciaio del Tete Rousse, sul massiccio del Monte Bianco, in Francia. 

Se l’enorme massa d’acqua venisse improvvisamente riversata a valle,  la vita di oltre 900 famiglie e numerosi turisti, si troverebbe in serio pericolo. 

1892. Una sacca d’acqua formatasi sotto la vetta del  ghiacciaio Tete Rousse, nella valle del lato francese del Monte Bianco, fece saltare un tappo gigantesco di ghiaccio che chiudeva la cavità.  In pochi minuti  100.000 tonnellate di acqua furono riversate nella valle. Alberi, rocce, ghiaia e sedimenti gonfiarono un ruscello che si trasformò gradualmente in una “colata di fango”.  

Le valli di Bionnassay, di Bon Nuant e di Bionnet al Fayet, sono state completamente sommerse da questo mostro di un milione di metri cubi di materiale detritico, che scivolava velocemente verso le vallate.  Anche le terme di St. Gervais sono state distrutte.

La grande colata trascinò via con sè la vita di 175 persone. 

La scoperta di una nuova tasca d’acqua, avente un volume stimato in 65.000 m3, nel ghiacciaio, ha riportato oggi il triste ricordo di quei dolorosi momenti. 

Resta sconosciuta la data in cui si verificherà la rottura. “Il rischio che si verifichi il disastro esiste, se non altro prendendo a riferimento quello avvenuto nel 1892, ma la sua imminenza resta a noi sconosciuta”, dichiara uno studioso del CNRS, specializzato nelle osservazioni glaciologiche, Christian Vincent. 

Queste formazioni di sacche sono davvero molto poco conosciute dagli scienziati, possono formarsi sotto il ghiacciaio o all’interno di esso.  L’acqua delle fonti si accumula gradualmente e nel momento in cui supera una determinata pressione, un enorme tappo di ghiaccio viene espulso dal ghiacciaio, dando via libera alla fuorisciuta di acqua. Questo è probabilmente il più spettacolare pericolo che presentato tutti i ghiacciai.

Sono stati investiti due milioni e mezzo di euro al fine di trovare adeguate soluzioni. “Gli abitanti della zona sono informati, e sono stati già predisposti tutti i sistemi di allarme preventivi. Inoltre, dal 20 agosto, dovranno iniziare i lavori di pompaggio dell’acqua, per impedire qualsiasi rischio di rottura”, ha informato il sindaco dell’Alta Savoia. Attualmente, solo una cavità contenente 25.000 m3 di acqua è stata localizzata con sufficiente precisione a 75 metri di profondità, si procederà, quindi, entro breve, ai lavori di drenaggio. 

Questo per proteggere oltre 900 famiglie abitanti stabilmente e una zona ad alta densità turistica.

“Non possiamo chiudere gli occhi, il rischio è molto più serio di quello del 1892”, informa il sindaco. 

A sua volta Christian Vincent ha spiegato che l’origine della sacca rimane inspiegabile. “Il riscaldamento globale che ha ridotto lo spessore del manto nevoso sul ghiacciaiopotrebbe spiegare il fenomeno. Resta, comunque, molto difficile da determinare. 

Paradossalmente, il ghiacciaio sarebbe, in effetti,  meno protetto dal freddo invernale e questo andrebbe ad occludere una parte delle vie naturali di smaltimento, l’acqua si accumulerebbe, dunque, per formare queste pericolose riserve.