Satellite Nasa punto d’impatto ancora sconosciuto

23 settembre 2011 08:090 commentiDi:

Il satellite americano della dimensione di un autobus dovrà ricadere sulla terra oggi, 23 settembre, tra le ore 18,00 e mezzanotte, ora italiana, secondo la NASA, che fino a ieri non è riuscita a dare maggiori informazioni circa l’ora e il luogo dell’impatto. 

“È ancora troppo presto per fare una previsione sicura sull’ora e sulla zona di rientro nell’atmosfera del satellite artificiale„, ha dichiarato l’agenzia spaziale americana, che ha promesso precisazioni più dettagliate entro le seguenti ventiquattro ore.  

Tuttavia, ieri, la Nasa in un comunicato aveva segnalato che la traiettoria esatta del satellite potrà essere garantita soltanto 20 minuti  prima dell’impatto sulla Terra. Fino a poche ore fa le notizie coinvolgevano l’Italia, come potenziale zona di ricaduta del satellite vagabondo. E in base al suo tragitto sono state localizzate le regioni: Emilia Romagna, Toscana e Liguria

La Protezione Civile italiana nell’ambito del Comitato Operativo ha costituito un Comitato tecnico scientifico, per l’osservazione continua dell’evolversi della situazione. L’ultimo aggiornamento relazionato dall’Ente riferisce:

Sulla base degli ultimi dati disponibili, sia sullo stato orbitale che sull’attività solare prevista, la previsione di rientro è centrata intorno alle 19:20 (ora italiana) di venerdì 23 settembre, con una finestra di incertezza che si apre alle 14:00 del 23 settembre e si chiude alle 03:00 del 24 settembre. All’interno di questo arco temporale, non è ancora possibile escludere la remota possibilità, corrispondente ad una probabilità stimabile intorno allo 0,6%, che uno o più frammenti del satellite possano cadere sul nostro territorio.

La traiettoria. La principale novità è che solo una traiettoria potrà interessare l’Italia in un’unica finestra temporale compresa tra le 21:25 e le 22:03 di venerdì 23 settembre. L’area potenzialmente a rischio, di conseguenza, è ridotta e interessa interamente le regioni Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria, Lombardia e Province Autonome di Trento e Bolzano, e parzialmente l’Emilia Romagna (Piacenza e Parma), il Veneto (Verona, Vicenza, Belluno, Treviso) e il Friuli Venezia Giulia (Pordenone e Udine). 

Tutte le Regioni interessate e le Province Autonome hanno comunicato di aver attivato le proprie strutture operative che monitoreranno l’evolversi della situazione e adotteranno le misure necessarie in constante contatto con il Comitato centrale. 

Indicazioni di auto protezione. Restano valide le indicazioni già fornite sulle norme di auto protezione da adottare:
– è poco probabile che i frammenti causino il crollo di strutture: per questo sono da scegliere luoghi chiusi;
– i frammenti impattando sui tetti degli edifici potrebbero causare danni, perforando i tetti stessi e i solai sottostanti: pertanto, non disponendo di informazioni precise sulla vulnerabilità delle strutture, si può affermare che sono più sicuri i piani più bassi degli edifici;
– all’interno degli edifici i posti strutturalmente più sicuri dove posizionarsi nel corso dell’eventuale impatto sono i vani delle porte inserite nei muri portanti (quelli più spessi).
 

Recupero frammenti. Le Regioni stanno inoltre predisponendo le procedure per il recupero degli eventuali frammenti di materiale con l’impiego di personale specializzato se dovesse verificarsi lo scenario configurato. In tal caso chi rilevasse la presenza di frammenti, dovrà segnalarla alle autorità locali, evitando di entrarne in diretto contatto.

Il prossimo aggiornamento sarà pubblicato dalla Protezione Civile alle 9.30 del 23 settembre.

 

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Ultimo aggiornamento 23 settembre  2011 ore 10,05

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