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Vulcano indonesiano uccide ancora

vulcano merapiSono almeno 70 le persone rimaste uccise dalle nuvole di ceneri e di gas emessi dal vulcano indonesiano Merapi, le cui eruzioni sono sempre più violente, preoccupando i vulcanologi e le autorità locali.

L’eruzione che è iniziata la notte scorsa,  poco dopo la mezzanotte,  è stata la “più potente”, da quando il vulcano è entrato nella sua fase di attività, il 26 ottobre, ha precisato Surono, il vulcanologo incaricato della sua stretta sorveglianza.

Con questi decessi e quelli precedenti, il bilancio dei morti è salito a 113, mentre numerosi sono gli abitanti ospedalizzanti, tra i quali molti versano in gravi condizioni.

Il pennacchio di cenere eruttata dal vulcano è un miscuglio di gas e lava incandescente, emesso da circa dieci giorni dal cratere, che culmina a 2.914 m nel centro di una regione estremamente popolata dell’isola di Java.

Le nuvole di cenere, che hanno toccato gli oltre dieci chilometri di altezza, hanno completamente annebbiato anche la grande città di Yogyakarta, distante dal vulcano una trentina di chilometri.

Le autorità hanno deciso di ampliare ulteriormente l’accesso limitato aereo attorno al cratere, portandolo a 20 km, contro i 15 stabiliti all’inizio della settimana.

Più di 100.000 evacuati  hanno trovato rifugio in scuole, edifici comunali e nello stadio di Yogyakarta, che contiene circa 30.000 persone.

Il presidente indonesiano Susilo Bambang Yudhoyono ha smobilitato tutto l’esercito di terra per apportare gli aiuti necessari.

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