Buffer

Il gatto – Calore, gravidanza e parto

28 gennaio 2014 14:301 commentoViews: 423Di:

122571439

A quasi tutti i veterinari capita prima o poi di essere chiamati, anche nel cuore della notte, dai padroni allarmati dagli insoliti comportamenti dei loro gatti, o meglio delle loro gatte, che sembrano come d’un tratto completamente impazzite. Le gatte in questione, infatti, contrariamente alle loro normali abitudini hanno cominciato a:

  • non mangiare o mangiare meno
  • rotolarsi continuamente per terra
  • strofinare furiosamente testa e collo contro ogni oggetto che incontrano a portata di muso
  • emettere miagolii a dir poco strazianti
  • tentare la fuga ad ogni occasione possibile
  • fare pipì molte più volte al giorno.

Se le vostre gatte cominciano d’improvviso ad avere questi comportamenti e a mostrarsi magari anche più affettuose con voi, ad ogni modo, non preoccupatevi. Sono semplicemente in calore, cioè disponibili per l’accoppiamento.

Quando la gatta va in calore

Il periodo del calore nelle gatte modifica i loro comportamenti abituali, facendo assumere alle stesse quella serie di comportamenti insoliti che abbiamo appena descritto. A quelli sopra elencati possono anche aggiungersi reazioni diverse nei confronti delle carezze degli stessi padroni, che sembrano quasi peggiorare la situazione di “invasamento”.

Le gatte possono infatti assumere pose strane, in modo tale da dimostrare anche all’esterno – e ad un eventuale partner – il particolare periodo che stanno attraversando. In questo caso collo teso, bacino sollevato e dorso inarcato e posizione a sfinge sono un tipico esempio.

Il calore, tuttavia, nelle gatte, è un fenomeno che si esaurisce nel giro di qualche giorno. Solo in casi più rari è possibile che l’evento si ripeta più volte durante l’anno o durante lo stesso mese. Se la situazione, tuttavia, come è normale che sia, non si ristabilisce nel giro di pochi giorni o sembra perdurare, sarà opportuno chiedere consiglio ad un veterinario.

Fin qui, almeno, per le gatte che vivono in casa. Se durante il periodo del calore, invece, il rituale dell’accoppiamento dovesse andare a buon fine, allora ci sono buone possibilità che la vostra famiglia aumenti nel giro di qualche tempo!

La gravidanza nel gatto

Nelle gatte l’intervallo di tempo fra l’accoppiamento e il parto ha una durata di poco più di due mesi. Può infatti variare dai 63 giorni di tempo ai 69 giorni, per cui, a livello statistico, ne risulta una media di 65 giorni. Ma come è possibile sapere se la propria gatta sta effettivamente aspettando dei gattini?

In genere i segni rivelatori sono i seguenti:

  • l’assunzione di un comportamento più materno e più docile
  • l’arrossamento dei capezzoli verso la terza settimana
  • la presenza di un rigonfiamento sull’addome
  • un certo aumento di peso.

I veterinari ad ogni modo sono in grado di capire, già verso il ventesimo giorno, attraverso la palpazione addominale, se le vostre gatte stanno aspettando dei cuccioli ed è possibile in aggiunta effettuare anche una ecografia sin dal quattordicesimo giorno. Le radiografie nei felini, invece, si eseguono solo dopo il quarantesimo giorno, minimo tempo utile per essere efficaci. Al momento, purtroppo, non esistono ancora test di laboratorio che siano in grado di diagnosticare la gravidanza nei gatti.

Ma, una volta che il veterinario ha confermato che la vostra gatta sta effettivamente aspettando dei gattini, quali sono i consigli o le precauzioni che potete osservare in casa affinché tutto si svolga nel migliore dei modi? Ecco dunque cosa potete fare all’incirca dopo la sesta settimana:

  • impedite alla gatta di uscire di casa
  • preparate una scatola di cartone che possa fungere da cuccia, aperta da un lato e nella parte superiore
  • foderate la cuccia di ovatta e fogli di giornale
  • sistemate la cuccia in un punto della casa piuttosto caldo ed appartato, spostando se vedete che la vostra gatta sembra preferire un’altra zona
  • tenete sempre ben chiusi armadi e cassetti, perché molte gatte tendono a sceglierli come sala parto.

Il parto nel gatto

Una volta terminate le circa otto settimane di gravidanza, per la vostra gatta si avvicina il momento del parto. Nelle gatte il travaglio può avere una durata che oscilla tra le 12 e le 24 ore e anche qui possono esserci segnali atti ad annunciarlo come

  • irrequietezza
  • respiro affannoso
  • vomito
  • richiami vocali
  • perdite chiare o piccole perdite ematiche dalla vagina
  • piccole fuoriuscite di latta dai capezzoli.

Quando la vostra gatta si trova nella fase del travaglio è consigliabile che non si muova dal giaciglio che le è stato preparato e che non venga improvvisamente trasferita altrove, perché in mancanza della giusta tranquillità la gatta potrebbe ritardare o lasciare il parto a metà, trasferendo altrove i primi nati, per poi procedere solo in un secondo momento all’espulsione degli altri gattini.

Il parto di un gatto dura tra le 2 e le 6 ore. In genere L’espulsione del primo gattino può impiegare un tempo compreso tra i 30 e i 60 minuti ed essere accompagnata anche da acuti miagolii. In seguito un simile intervallo di tempo intercorrerà tra la nascita dei diversi cuccioli. Al momento dell’espulsione del feto è possibile intravedere anche una bolla di colore scuro, la membrana fetale, attraverso la quale si intravede già la forma del gatto.

Dopo l’espulsione delle membrane fetali, avviene anche quella delle placente. E’ la madre a liberare i cuccioli da queste ultime e dal cordone ombelicale, che vengono strappate coi denti. La gatta può però avere l’istinto di mangiare questo materiale organico, ma, non essendo stata dimostrata l’utilità di questo gesto, è consigliabile allontanarle dal giaciglio.

Molte volte può capitare che il parto di un gatto venga interrotto a metà e, una volta sospeso, ripreso solo dopo 12 o 24 ore. In questo periodo di tempo la gatta può anche allattare i primi cuccioli nati e riposarsi dalle fatiche.

Le gatte abituate a stare in casa e, dunque molto legate ai loro padroni, possono richiedere in tutti i modi la presenza rassicurante del proprietario durante tutta la fase del parto, che dovrà assistere il proprio animale per tutto il tempo fino a quando la madre non si concentrerà totalmente sulle necessità dei piccoli.

Se il parto, infine, si è svolto in maniera regolare, la gatta lecca i cuccioli per pulirli dai residui di placenta e lecca se stessa soprattutto nella zona dei genitali. In seguito mangia con appetito e può assumere un atteggiamento sereno e rilassato, continuando a fare le fusa per lungo tempo.

Tags:

1 commento

  • buona sera io ce o una gatta che a partorito uno gattino prematuro due setimane fa poui non o visto niente altri gattini,non lo so se avra altri rimasti in pancia morti ce a pancia gonfia e lasciata in giu,io non capisco niente che le succede

Lascia una risposta