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La morte di massa degli animali non è un mistero

Migliaia di casi di pesci e di uccelli morti in massa si stanno registrando nel mondo,  dall’inizio di quest’anno. Le cause di questi decessi non sono sempre così chiare, ma le spiegazioni razionali non mancano. 

Da alcuni giorni, giungono notizie di avvenimenti che suonano alle nostre orecchie come avvertimenti apocalittici, come le morti in massa di animali che stanno agitando i media globali. 

Cinque mila merli morti sono precipitati dai cieli dell’Arkansas, due milioni di pesci morti nella baia di Chesapeake nello Stato del Maryland,  non meno di un quintale di sardine e di pescigatto si è arenato contro le rive delle principali città portuali,  in Brasile, senza ragione apparente,  sono invece  40mila i granchi morti che hanno affollato le spiagge della Gran Bretagna, infine, centinaia di uccelli sono stati trovati morti o agonizzanti, in Svezia, in Giappone e in Italia.  

Sono certamente eventi impressionanti,  che scatenano le ipotesi più fantasiose sui blog, sui forum di discussione e sulle principali riviste universali. 

Alcuni sostengono che l’esercito americano stia conducendo test,  utilizzando raggi di energia emessi dallo spazio; mentre altri pensano che la Nasa abbia testato un generatore di suono, realizzato per respingere le invasioni aliene; poi ci sono i più religiosi, che si basano sulle scritture bibliche, e che, a loro avviso,  è ormai giunto il momento della fine del mondo. 

La maggior parte di questi stermini e tutto il resto che li circonda, è tuttavia spiegabile in modo razionale.

Tutto ha inizio la notte del 31 dicembre, quando una pioggia di 5000 merli dalle ali rosse si abbatte su una piccola città dell’Arkansas. L’evento fa rapidamente il giro del mondo. Parallelamente, oltre 80mila pesci vengono trovati morti sulle sponde di un fiume vicino. I due eventi non sono legati tra loro, come sottolinea la Commissione caccia e pesca dello Stato, ma le due immagini apocalittiche fanno il loro cammino sul web. 

Alcuni giorni più tardi, 500 uccelli vengono trovati senza vita in un dipartimento vicino alla Luisiana. In proporzione il fatto è molto meno drammatico. Bisogna riconoscere, tuttavia, che la coincidenza dei tre eventi in una regione geografica abbastanza ristretta è piuttosto inquietante. Ma non ha nulla di sovrannaturale. 

Gli scienziati spiegano che “la pioggia anomala dell’Arkansas è probabilmente legata ai colpi dei fuochi artificiali di San Silvestro. Una brusca detonazione nel bel mezzo di uno stormo di uccelli, molto sensibili ai rumori, spiegherebbe la loro morte brutale e simultanea in gruppi”. L’associazione per la protezione degli animali “Natagora” evoca l’ipotesi del tornado che ha toccato il Missouri, l’Arkansas e la Luisiana, proprio il 31 dicembre. Quanto ai pesci, sono stati probabilmente stroncati da una malattia, poiché solo una specie è stata interessata. I risultati delle analisi, che arriveranno tra circa un mese, potranno confermare questo scenario. 

Le morti in massa degli animali sono abbastanza frequenti 

Kristen Schuler del centro nazionale per la fauna dell’Istituto di Geofisica americano, non ci vede “nulla di apocalittico” in questi fenomeni. Le statistiche abbondano di questo tipo di eventi: in media, 163 fenomeni simili vengono registrati  ogni anno negli Stati Uniti. Oltre ai casi già citati, gli eventi più impressionanti sono anche imputabili ai rigidi inverni.  Perciò, tutto questo non è così misterioso per i biologi,  abituati a questo tipo di morti massicce. 

Robert Thomson, docente di “cultura pop”, precisa: “Nel 1960, quando gli uccelli precipitavano privi di vita dai cieli, venivano notati e ripresi solo da pochi, la notizia, quindi, finiva su un giornale locale senza andare oltre. Oggi, gli eventi, fanno il giro del mondo tramite Internet, con ampi titoli spettacolari, ma purtroppo con il rischio di alimentare le fantasie più deliranti.

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