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Salvare le specie in via di estinzione

 elefanti africani

Gli elefanti.  Le loro dimensioni e la loro forza li ha resi tra le specie più minacciate di estinzione,  questi animali sono stati traditi da interessi particolari, in una riunione delle Nazioni Unite in materia di protezione della fauna selvatica.

Proposte volte a vietare il commercio del tonno rosso e gli orsi polari sono state nettamente respinte, ieri, alla convenzione sul commercio internazionale delle specie minacciate di estinzione (Cites), riunita a Doha, nel Qatar.

Anche il piano per il divieto del commercio di avorio, per 20 anni, finalizzato a tutelare gli elefanti africani, è destinato a fallire nei prossimi giorni, soprattutto perché la Gran Bretagna e altri membri della UE si rifiutano di sostenerlo.

Delegati sono invece del parere di  approvare un debole compromesso, che favorirebbe il bracconaggio, permettendo la vendita di avorio immagazzinato da diverse nazioni africane.

Risentimento era l’aria che si respirava ieri durante l’incontro, circa il fallimento delle misure volte a proteggere il tonno in via di estinzione. Solo 20 dei 120 paesi, nel corso della riunione hanno votato a favore del divieto al commercio del tonno rosso.

A difesa delle grandi aziende, la lobbying  del Giappone, che consuma l’80 per cento di tonno rosso dell’Atlantico e del Mediterraneo, ha fatto sì che il voto  sia stato dato,  prima di qualsiasi dibattito sulle relazioni scientifiche che dimostrano un catastrofico declino della più grande famiglia del tonno.

Gli attivisti hanno reagito con sgomento. Oliver Knowles, di Greenpeace, ha dichiarato: “E’un autogol da parte del Giappone, che spinge questo prodotto di lusso, che colorerà il futuro di rosso e il proprio futuro che è a grave rischio”.

Il misero fallimento dei governi al Cites,  per proteggere il tonno rosso dell’Atlantico è disastroso perché così hanno stabilito il  percorso della sua estinzione.

Francia, Italia e Spagna catturano la maggior parte del tonno consumato dal mercato globale. Nel 2009 era stato stabilito un contingente di 19.950 tonnellate di tonno, dalla Commissione internazionale per la conservazione del tonno atlantico.

Susan Lieberman, direttore della politica internazionale per il Pew Environment Group, ha dichiarato: “Il mercato per questo pesce è troppo redditizio e gli interessi sono molto alti, pertanto la responsabilità che devono prendere i governi è notevole, per sostenere un futuro realmente sostenibile per il pesce in via di estinzione.

Il processo Cites, che richiede una maggioranza dei due terzi per l’approvazione di una proposta, è vulnerabile, vi aderiscono infatti lobbying di paesi e industrie che dipendono dal commercio di una determinata specie.

Una proposta degli Stati Uniti, per proteggere gli orsi polari decadde in seguito ad argomentazioni addotte da gruppi di Inuit, ossia che i loro mezzi di sussistenza dipendevano esclusivamente dalla caccia agli animali.

La votazione sull’eventuale protezione degli elefanti avverrà Lunedì ed è considerata dai gruppi di fauna selvatica, come l’ultima opportunità per difendere molte specie, che vivono nelle zone più minacciati dell’Africa.

I pochi esemplari di elefanti rimasti in Sierra Leone, continuano ad essere massacrati dai bracconieri, per servire il fiorente mercato nero dell’avorio, dove si recupera fino a 1.500 dollari al chilo.

Nel Zakouma National Park in Ciad, il bracconaggio ha ridotto la specie da 3.885 del 2006 a soli 617 oggi.

Il numero di elefanti persi per il bracconaggio in Kenya si è quadruplicato negli ultimi due anni. Il Kenya è uno delle sette nazioni africane che propone una moratoria di 20 anni sulle vendite di avorio.

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