Topi resistenti al veleno arrivano in Europa

21 agosto 2011 19:411 commentoDi:

Un incrocio, forse, potrebbe spiegare questa evoluzione che sta già minacciando il sud della Francia.

Dopo Spider-Man (l’uomo-ragno), arrivano i  “supertopi.” Ma non appartengono alle produzioni  hollywoodiane e tantomeno è una buona notizia.

Questo nuovo ratto che ha tutte le parvenze del nostro banale topo domestico, Mus musculus, è in procinto di diventare il più resistente ai topicidi a base di anticoagulanti i comuni ed efficaci veleni.

Ricercatori americani affermano, nella rivista Current Biology, che questa resistenza è dovuta ad un incrocio genetico molto particolare con un’altra specie di topo, Mus Spretus, chiamato topo a coda corta, venuto dell’Africa settentrionale nel neolitico e che si credeva fino ad allora, incapace di incrociarsi col topo comune.

Questa specie di topi a coda corta è “più forte” dell’altra, ma meno prolifica. La sua scoperta nel sud della Francia è stata fatta solo una decina di anni fa.

I muridi (ratti e topi di campagna) sono, attualmente, il gruppo dominante dei mammiferi, con almeno 500 specie. Se dovesse verificarsi una catastrofe planetaria, con conseguente scomparsa di tutti quegli animali con un peso di circa 100 grammi, questi topi sopravvivrebbero e potrebbero ripopolare l’intera Terra.

Bisogna dire che questi roditori dispongono di “armi” molto potenti:  sanno correre, arrampicarsi, nuotare;  sono onnivori e le loro mascelle gli permettono di nutrirsi di tutto (sono simili allo scoiattolo nel provvedere alle riserve di cibo o a servirsi di quello degli altri);  infine, si riproducono come i conigli, ma molto più rapidamente.


Possibile trasferimento di geni

La domanda scientifica che ci si pone è: come due specie diverse possono aver “condiviso” geni differenti attraverso l’incrocio sessuale? Da dove viene questo “matrimonio” genetico? “Queste due specie di topi sono chiaramente distinte da oltre 1,5 a 3 milioni di anni, spiega il professore Michael Khon, della Rice University di Houston, in Texas. Ci sono in effetti molte barriere genetiche tra esse. E se dovesse nascere prole tra le due specie, questa risulterà essere sterile. Quindi potrebbe esserci un altro meccanismo a dare vita a femmine fertili,  “potrebbe trattarsi forse di un trasferimento di geni come nei batteri o nelle piante?

Altri ricercatori contestano questa ipotesi, sottolineando che la pressione esercitata da un pesticida, spesso porta  alla nascita di esseri resistenti, senza alcuna necessità di scambio genetico. Inoltre la crescita delle popolazioni umane, lo sviluppo dei viaggi intercontinentali, il trasferimento di merci e persone, porterebbe a far emergere nuovi roditori inattaccabili dai pesticidi. Come i ratti, impossibili da controllare.

I veleni fulminei o a lento assorbimento servono quindi a disinfestare i siti della spazzatura? E’ troppo presto per dirlo.

In ogni caso, gli esperti sottolineano: questi piccoli animali non sono veramente animali cui pensiamo, essi apprendono abbastanza rapidamente a separare il grano buono dalla spiga e ad evitare che i veleni riservino loro un fatale destino.

Leggi anche: Orrori nascosti che infestano le nostre case

Ultimo aggiornamento 21  agosto 2011 ore 21,45






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1 commento

  • Molto interessante questo articolo, per la categoria del Pest Control ma soprattutto per noi che tramite Ekomille portiamo avanti una filosofia da 10 anni inerente i principali aspetti trattati in questo redazionale:
    – limitare/eliminare l’uso del veleno per i pericoli contingenti ad ambiente, bambini, animali non target e per l’aumento della resistenza da parte dei roditori;
    – passare a metodologie ecologiche, come la nostra apparecchiatura a cattura multipla che utilizza solo adescanti alimentari naturali al posto dei veleni e intrappola al proprio interno le carcasse evitandone la putrefazione grazie ad uno speciale liquido.

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