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Trovata lucertola gigante nelle Filippine

varano

Un team internazionale di biologi, ha individuato nelle Filippine, una nuova specie di lucertola gigante, dopo oltre dieci anni di ricerche.

Il Varanus bitatawa, questo è il nome della lucertolona, è un essere sfuggente,  è lungo due metri, ha il corpo ricoperto di squame gialle e nere e abita le foreste della catena montuosa della Sierra Madre, al nord dell’isola di Luzon, la più grande dell’arcipelago. 

Con il fenomeno della deforestazione, il varano gigante è stato costretto ad uscire allo scoperto. La rivista Biology Letters, della Royal Society di Londra, aveva  pubblicato una relazione di studio, nella quale veniva  rivelata la sua esistenza. 

I biologi pubblicarono le prime fotografie della lucertola dalle grandi dimensioni nel 2001, quando alcuni cacciatori della zona, portarono alcune squame colorate, appartenenti ad una specie che non era mai stata identificata scientificamente. 

Pare che questi animali abbiano gusti diversi dai loro cugini, nel 2009 infatti, due scienziati, durante una spedizione di due mesi, notarono graffi di artigli sugli alberi da frutto preferiti da queste lucertole. 

I cacciatori, dopo aver sentito il grande interesse dimostrato dalla squadra di ricercatori verso il rettile, sono riusciti a  catturarne uno vivo. 

L’esemplare è stato però sacrificato dagli scienziati per i gli accertamenti relativi e,  attraverso le analisi genetiche hanno confermato trattarsi di una nuova specie. 

Il varano si nutre principalmente di frutta e lumache e solo altre due specie di lucertole, seguono una simile dieta. 

L’esistenza del lucertolone appare tranquilla, cammina attraverso gli alberi, non lascia mai le zone forestali, per la paura dei predatori e degli esseri umani e si distingue dagli altri varani, per la sua dimensione, colore e organi riproduttivi. 

Negli ultimi anni sono stati trovati almeno dieci nuove specie di lucertole, la maggior parte di piccole dimensioni.

I membri di questa famiglia hanno una lunghezza che varia dai 25 centimetri ai  tre metri, come  il drago di Komodo.

Uno degli autori dell’articolo, Rafe Brown, spera che questo risultato sia una specie di fiore all’occhiello per l’ecologia. “Questa nuova scoperta di esistenza, dovrebbe essere motivo di orgoglio per le comunità indigene, per conservare ciò che resta del loro habitat, per contribuire a salvare la foresta al fine della sopravvivenza di centinaia o forse migliaia di altre specie animali e piante, un risultato importante, perché questo ci indica che ci sono ancora altre specie da trovare”.

 

 

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