Sassari un invalido su tre è sanissimo

tremonti e i falsi invalidiNino Cherchi, il famoso numero uno del banditismo sardo  è stato fermato ad un posto di blocco, alla guida della sua autovettura.

Cherchi non aveva commesso alcuna infrazione, stava semplicemente guidando il suo veicolo con estrema prudenza.

E fino a qui non c’è nulla di strano, se non fosse che  il Cherchi guidava con regolare patente, nonostante ricevesse un assegno mensile dall’Inps per invalidità “invalidità civile dovuta a cecità”.

In Sardegna, soprattutto nella provincia di Sassari, non è il primo caso accertato di ciechi che guidano.

Negli ultimi accertamenti effettuati dall’Inps in Sardegna, su 160mila pensioni di invalidità esaminate, circa il 20% di esse è stata revocata, ossia due pensioni su dieci non dovevano essere pagate.

La percentuale di revoche ha raggiunto invece, il 30% nel sassarese, dove tre persone su dieci ricevevano l’assegno di invalidità, pur trovandosi in uno stato di salute ottimale.

Gli esempi sono numerosi, gente che andava a coltivare la terra, pur con una grave affezione artritica, ciechi alla guida di auto o veicoli diversi, persone sane di mente che fingevano segni di squilibrio mentale.

Scendendo poi dalla Sardegna e arrivando in Basilicata la situazione non cambia, le verifiche hanno portato alla revoca dell’aasegno al 15% dei falsi invalidi.

Analoga anche la regione Sicilia, dove sono state revocate il 23% pratiche di invalidità civile, tra le principali province coinvolte, troviamo Enna e Ragusa; per non parlare della Campania, la maglia nera per la creatività delle truffe, a Napoli il primato, con l’annullamento del 21% di pensioni di invalidità, con pensioni pagate ai non avevti diritto.

Va meglio per il nord Italia, a Ravenna, Prato e Siena nessuna irregolarità, a Padova le revoche hanno raggiunto l’1% dei casi, mentre a Venezia il 3% è stato revocato.

Un fantasioso esempio di falso invalido nel leccese, in Puglia, dove un diabetico guidava la sua autovettura, fino alle poste per il ritiro del sussidio, poi davanti all’ufficio postale scaricava la sedia a rotelle e si presentava allo sportello come invalido, poi ripiegava la sua sedia a rotelle, la riponeva nel portabagagli e risaliva in macchina con indifferente disinvoltura.

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