Aforismi bar

15 dicembre 2012 20:400 commenti

A Milano tutto era regolato sul denaro. Nei bar dicevano “cappuccio”, per cappuccino, si risparmiava qualche sillaba.

Enzo Biagi, Era ieri, 2005

 

Quel bar non lo aveva mai visto così pieno. Sulla via per l’inferno c’è sempre un sacco di gente, ma è comunque una via che si percorre in solitudine. Si spinse avanti a gomitate per prendere la sua vodka liscia.

Charles Bukowski, Niente canzoni d’amore, 1990

 

Un buon poeta non sa mai chi e che cosa è, è a un passo dall’orlo dell’abisso, ma non c’è niente di sacro in quello che fa, è un mestiere. Come lavare i pavimenti di un bar.

Charles Bukowski, Birra, fagioli, crackers e sigarette, 1995/99 (postumo)

 

Il bar non porta i ricordi ma i ricordi portano inevitabilmente al bar.

Vinicio Capossela, Non si muore tutte le mattine, 2004

 

La solitudine mi ha perseguitato per tutta la vita, dappertutto. Nei bar, in macchina, per la strada, nei negozi, dappertutto. Non c’è scampo: sono nato per essere solo.

Robert De Niro, in Taxi driver, 1976

 

Sempre i soliti mai facce nuove,/ Dio che noia la sera qui al bar./ La sera qui al bar/ Non vi dico che cosa è il padrone/ se dimentico di consumare,/ non mi molla continua a fissare/ finché crollo e non prendo un caffè.

Giorgio Gaber, Il Riccardo, 1969

 

Forse un giorno si scoprirà che da qualche parte esiste un piccolo gene, simpatico ma a volte un po’ rompicoglioni, che invoglia, stimola e spinge alcuni di noi a riunirsi nei bar. Max Pezzali, Stessa storia, stesso posto, stesso bar, 1998

 

I veri eroi sono quelli che ogni giorno si alzano dal letto e affrontano la vita anche se gli hanno rubato i sogni e il futuro. Quelli che alzano la saracinesca di un bar o di un’officina, che vanno in un ufficio, in una fabbrica. Che non lottano per la gloria o per la fama, ma per la sopravvivenza.

Fabio Volo, Esco a fare due passi, 2001

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