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Amanda Knox, i genitori “nessuna prova contro di lei”

I genitori di Amanda Knox, la studentessa statunitense condannata a 26 anni di reclusione per l’omicidio di Meredith Kercher, stanno lanciando ripetuti appelli: “Non esistono prove concrete sulla colpevolezza di Amanda”. 

I suoi genitori le promettono che presto sarà scarcerata, una volta che avranno riesaminato il caso. La loro convinzione è quella che la giustizia italiana, o perlomeno il processo a carico della figlia Amanda, sia stato alquanto difettoso. 

Sosterranno che a causa dell’alta concentrazione versata sul caso, la decisione sia stata polarizzata e non sia stato assicurato un giusto processo. 

La Knox, 23 anni, ricomparirà in tribunale questa settimana, i suoi legali sono convinti di riuscire a ribaltare la sentenza nel processo d’appello. Cercheranno di smontare l’intera impostazione del processo di primo grado attaccando la sentenza giudicata “immotivata”, “prevenuta” e “insufficiente rispetto agli standard di diritto internazionali“. 

La madre di Amanda, Edda Mellas, ha commentato: “Crediamo che i giudici e la giuria dopo le prove che porteremo in appello, lasceranno libera mia figlia”. 

Papà Knox bruscamente ha asserito: “Bene, io sono sicuro he da questo appello ne uscirà il punto che andrà a scagionare completamente Amanda, sarà la prova che lei è innocente.” 

La difesa di Amanda contesta non solo la mancanza di un serio movente (l’assunzione di droga non sarebbe sufficiente a giustificare l’omicidio), ma attacca anche quelle che definiscono prove fantasma, come l’ipotesi di un secondo coltello che avrebbe colpito la gola di Meredith, ma mai rinvenuto.