Anniversario tragedia Costa Concordia Isola del Giglio

13 gennaio 2013 14:000 commenti

Un anno fa, tragicamente, il naufragio della nave Costa Concordia, capitanata da Franco Schettino, costava la vita a 32 persone tra cui un bambino di cinque anni.

Sono passati dodici mesi, ricchi di riflessioni, polemiche, amarezza e accuse pesantissime.

Una cosa è tornata al suo posto. Lo scoglio che ha squarciato la nave per circa settanta metri è tornato alle Scole.

Torniamo indietro di un anno, per ricordare e capire. La Concordia finisce fuori rotta durante la sera del 13 gennaio 2012. Tutto per uno sciagurato inchino all’Isola del Giglio, promesso dal comandante Schettino al suo mentore, che abita da quelle parti.

Così, mentre molti dei quasi cinquemila passeggeri erano a cena ed altri erano in festa in giro per la nave, la traiettoria di quest’ultima la porta a sbattere contro uno scoglio. E’ l’inizio della fine, dell’inclinazione e del lento naufragio.


E’ il panico. Tutti si precipitano a salire sulle scialuppe di salvataggio, mentre uno dei primi ad abbandonare la nave è proprio lo stesso Schettino.

In collegamento con la base radio della Capitaneria di Porto, Schettino dirà che stava dirigendo le operazioni dall’altro lato.

Una telefonata che rimarrà storica, così come la risposta alla sua tesi (“Vada a bordo Ca..o”). Una telefonata che, come tutta quella sera, farà il giro del mondo.

Un anno dopo si ravviva il lutto. I parenti delle vittime sono tornati sull’Isola, quasi come se fossero tornati sul luogo del delitto.

La nave oggi è un cantiere, imbrigliato da funi, piattaforme e pali di ferro necessari al suo ritiro dalle acque.

E’ un’eredità importante quel relitto. Anche quando sarà tolto, rimarrà sempre lì, oltre che nella memoria di tutti.

Lì è rimasta la piccola Dayana, cinque anni, la più piccola delle vittime. Oggi sua mamma era salita in barca per depositare dei fiori a ricordo, affianco al relitto.

Un lieve malore l’ha colpita e non ha potuto farlo.






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