Arresti e sequestri Ilva

27 novembre 2012 13:420 commenti

A quattro mesi dall’inizio del caos, e a poche ore dall’annuncio dell’epilogo nella fine della storia dello stabilimento di acciaio più grande d’Europa, l’Ilva chiude e gli operai si mobilitano.

Alle 7 hanno iniziato a scioperare, coadiuvati dai sindacati Fim, Fiom e Uilm.

Ilva presenta istanza di dissequestro

Scioperano perché la magistratura ha annunciato il sequestro di prodotti finiti e semilavorati, il divieto di metterli in commercio. Scioperano, soprattutto, perché in 5.000 da oggi non hanno più un lavoro.

Sciopereranno per 24 ore. Sit-in su sit-in sono in atto dinanzi all’entrata dello stabilimento.


Inoltre alcune centinaia di operai hanno occupato gli uffici della direzione dell’Ilva di Taranto, che inoltre hanno occupato tutta la palazzina che ospita la direzione dello stabilimento e ora stanno decidendo come proseguire la protesta.

Il loro rammarico è che i vertici (sia i vecchi che i nuovi sono stati arrestati) non hanno voluto trovare una soluzione. Gli operai si sentono ‘usati’ da governo e azienda e ora sono pronti a ribaltare un’intera città!

Gli operai non si sono fermati all’occupazione della direzione dello stabilimento. Hanno anche convinto gli impiegati dell’ufficio personale e scendere in strada con loro.

Domani il Cda dell’ilva è confermato e l’azienda dovrebbe incontrare i sindacati per discutere della cassa integrazione (prevista, prima dello scoppio della bufera giudiziaria, per 1942 dipendenti).

Giovedì ci sarà l’incontro tra governo, sindacati ed enti locali a Palazzo Chigi.

 






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