Attività notturna del cervello come quella di un computer

8 ottobre 2012 10:000 commenti

Il nostro cervello, dannatamente sofisticato, funzionerebbe più o meno come un semplice computer, almeno durante le ore del sonno, ma funzionerebbe incessantemente.

 

A rivelarlo è uno studio condotto dai ricercatori dell’Università della California di Los Angeles coordinati da Mayank R. Mehta. L’equipe ha fotografato l’attività completa del cervello durante la notte e ha rilevato che mentre si dorme il nostro cervello lavora incessantemente per poter archiviare i ricordi e rimettere in ordine tutte le informazioni raccolte nell’arco della giornata. Non solo: tende anche ad eliminare tutti i dati inutili. Secondo i ricercatori questa peculiare attività continua per tutta la notte e non cessa neppure sotto anestesia. I ricercatori si sono concentrati soprattutto sulle aree dell’apprendimento, della memoria, le stesse che vengono distrutte da alcune malattie in particolare, come l’Alzheimer conducendo lo studio sperimentale sui topi. I dati raccolti dallo studio hanno dato origine a una teoria decisamente rilevante dato che tende a revisionare tutte le precedenti conoscenze sui meccanismi di consolidamento dei ricordi fino a questo momento accreditati.


Lo studio, pubblicato su Nature Neuroscience è stato condotto monitorando contemporaneamente l’attività dei singoli neuroni in tre zone del cervello cercando di capirne le interconnessioni. Analizzando dunque la neocorteccia, l’ippocampo e la corteccia entorinale, posta al centro delle altre due, è risultato chiaro che proprio quest’ultima svolgesse un ruolo determinante.

 

Sembra proprio che il regista del cervello che dorme sia proprio la corteccia entorinale che resta perennemente accesa anche durante la notte e lavori continuamente proprio come se stesse cercando di ricordare costantemente qualcosa.






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