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Aumenta il numero dei morti a Rio

alluvione rio

Il governatore dello stato brasiliano di Rio de Janeiro, Sergio Cabral, ha comunicato oggi un nuovo bilancio del numero delle vittime. 

I danni provocati dalle persistenti piogge con conseguenti frane, hanno causato la morte di 140 persone e  200 feriti. Ma i dati forniti, sono purtroppo destinati a salire ulteriormente, ha aggiunto Cabral, poiché altre 60 persone risultano disperse. 

I vigili del fuoco sono impegnati nelle ricerche dei superstiti,  tra le macerie. Inoltre, migliaia di persone sono rimaste senza casa. 

Dopo una piccola pausa nella mattinata, le precipitazioni sono riprese con maggiore intensità a  Rio. Il sindaco, Eduardo Paes, ha avvertito che il rischio di frane è molto alto. 

E’ decisamente preoccupante il fatto che possa crollare anche il grande muro di terra, dietro una delle molte favelas della città. 

I meteorologi prevedono che le piogge continueranno almeno fino a Giovedì serà, anche se con minore intensità minore. 

Se le precipitazioni non cesseranno,  Paes sarà costretto a fare evacuare dalle proprie abitazioni, circa 150.000 persone, che vivono in  zone considerate ad alto rischio.

A Rio de Janeiro, precipitazioni così abbondanti, non si vedevano da oltre 40 anni.

Le scuole restano chiuse, mentre alcune strade della città, che erano rimaste intransitabili, a causa dell’acqua alta e del fango che le ricopriva, sono state riaperte al traffico, lentamente Rio sta iniziando a ripristinare la normalità.

I danni alle case sono ingenti e i senzatetto sono numerosi in tutta la Regione dei Laghi, a nord di Rio, a Saquarema, Araruama e Maric.

Diverse strade che collegano queste città fluviali  sono bloccate dalle frane. A Saquarema, 90 chilometri a ovest di Rio, conosciuta per aver ospitato i Campionati del Mondo di surf e  Centro Nazionale per la pallavolo, una parte del cimitero è crollata e le bare galleggiavano sulle acque alluvionali.

Tuttavia, la città più colpita è stata Niteroi, vicina a Rio, con circa 51 morti, il sindaco Roberto Jorge Silveira, ha dichiarato lo stato di calamità e una settimana di lutto cittadino.

La maggioranza delle vittime sono gli abitanti delle baraccopoli delle zone di montagna, considerate a rischio.

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