Autocertificazione DURC non ammessa

19 aprile 2012 15:060 commenti

Il DURC, Documento Unico di Regolarità Contributiva, non può essere oggetto di autocertificazione. A precisarlo è stata una nota emessa dal Ministero del Lavoro in risposta ad una richiesta di chiarimento avanzata dall’Ance e dalla parti sociali del settore dell’Edilizia, che chiedevano se fosse possibile ricorrere all’autocertificazione del DURC a fronte di quanto previsto dall’art.15 della legge n.183 del 12 novembre 2011, che al fine di semplificare le prassi burocratiche ha stabilito che i certificati hanno validità solo nei rapporti tra i privati, mentre le amministrazioni non possono più chiedere ai cittadini certificati o informazioni già in possesso di altre pubbliche amministrazioni.

DIFFERENZA TRA AUTOCERTIFICAZIONE E DICHIARAZIONE SOSTITUTIVA DI ATTO NOTORIO


Il Ministero del Lavoro, in particolare, ha affermato che il DURC non può essere oggetto di autocertificazione in quanto non consiste in una semplice certificazione di contribuzione ma in un’attestazione da parte dell’ente che lo rilascia in merito alla correttezza della posizione contributiva dell’impresa richiedente e che viene rilasciato solo a seguito di opportune verifiche. La differenza tra certificato e attestazione, dunque, secondo quanto scritto dal Ministero del Lavoro, preclude la possibilità di ricorrere all’autocertificazione del DURC.

FAC SIMILE AUTOCERTIFICAZIONE STATO DI FAMIGLIA

Il DURC, ricordiamo,è un documento che attesta l’assolvimento da parte dell’impresa degli obblighi legislativi e contrattuali nei confronti di INPS, INAIL e Cassa Edile. Tale documento può essere richiesto per via telematica tramite il sito www.sportellounicoprevidenziale.it, attraverso i portali di INAIL, INPS  e quello della Cassa Edile, nonché recandosi presso l’ufficio preposto di uno dei tre enti.  Nonostante la richiesta venga inoltrata ad uno solo dei tre enti citati, esso conterrà il risultato delle verifiche effettuate parallelamente da INAIL, INPS e Cassa Edile sulla posizione contributiva dell’impresa, ne deriva quindi che risulterà negativo se anche uno solo dei tre enti dichiarerà l’irregolarità contributiva dell’impresa.






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