Buco nero osservato in alta risoluzione

18 maggio 2012 10:030 commenti

Per la prima volta è stato studiato in alta risoluzione un buco nero che rappresenta il cuore di una lontana galassia chiamata NGC 3783. Lo studio condotto dal tedesco Gerd Weigelt dell’Istituto per la Radioastronomia del Max-Planck (al quale ha partecipato anche l’italiano Alessandro Marconi, dell’università di Firenze e dell’Istituto Nazionale di Astrofisica) è stato pubblicato sulla rivista Astronomy and Astrophysics e ha permesso d’individuare nella regione più interna alla galassia un anello di polveri con raggio di circa mezzo anno luce.

Gli espeti sostengono che si tratti della riserva di materia che alimenta il gas caldo presente intorno al buco nero che si trova al centro della galassia. Il buco nero, rilevato per la prima volta in alta definizione, è stato studiato con lo strumento Amber (Astronomical Multi Beam combineR), un interferometro installato presso il Very Large Telescope (Vlt) dell’Osservatorio Europeo Meridionale (Eso) sulle Ande cilene: in pratica è uno spettrometro che scompone la luce che proviene dai telescopi per trasformarla in immagine finale.


BUCO NERO DIVORA UNA STELLA IN TEMPO REALE

L’Amber, orgoglio italiano, è stato ideato e realizzato dall’Osservatorio Astrofisico di Arcetri dell’Inaf. Lo studio si è rivelato un evento davvero eccezionale perché per avere risultati del genere sarebbe stato necessario utilizzare un telescopio con uno specchio principale di oltre 100 metri di diametro, una misura praticamente inesistente. Il sofisticato Amber ha combinato la luce raccolta da tre dei telescopi con affidabilità e precisione.  Solo pochi giorni si era verificato un evento davvero eccezionale quando gli astronomi erano riusciti ad assistere praticamente in tempo reale alla morte di una stella inghiottita da un buco nero.






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