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Carla Bruni bollata prostituta dall’Iran

com'è stata vista la lapidazione Carla Bruni, la bella moglie del presidente francese Sarkozy, è stato bollata come “prostituta” da parte dell’Iran,  dopo aver pubblicamente attaccato il Paese, a difesa della donna islamica condannata a morte per lapidazione. 

La.First Lady francese fa parte di una campagna per salvare la vita di Sakineh Mohammadi Ashtiani, una giovane donna di 43 anni, madre di due figli, accusata di tradimento e dell’assassinio di suo marito. E ora è di fronte alla pena capitale. 

Carla Bruni,  da due anni moglie del presidente Nicolas Sarkozy, del quale è il suo terzo matrimonio, ha firmato una petizione denominata  “rilasciate Sakineh”’. 

La scorsa settimana la ex top model ha dichiarato:

“Non vedo nulla di buono in questa situazione, non riesco nemmeno a capire cosa potrebbe uscirne da questa macabra cerimonia, qualsiasi siano le ragioni giudiziarie anteposte per giustificarla”. 

Indirizzando direttamente a Sakineh una lettera aperta, la signora Bruni ha scritto:

“Perché vogliono versare il tuo sangue e privare i tuoi figli della madre? Perchè hai vissuto? Perchè hai amato? Perchè sei una donna? E perchè sei un’iraniana? Tutto dentro di me si rifiuta di accettare questo”. 

Ma Kayhan, un quotidiano iraniano, che funge da portavoce del paese ultra conservatore a regime islamico, ha accusato la  Bruni di essere solo un’ipocrita. 

L’articolo dell’editoriale ha definito l’esistenza della moglie del  presidente come “una sua vita sentimentale fatta a scacchi, colma di numerose relazioni intraprese con personaggi celebri”. 

Intitolando “prostitute francesi si riuniscono per protestare a difesa dei diritti umani”, l’articolo individua Carla Bruni e Isabelle Adjani, un’attrice francese e amica della First Lady, entrambe unite nella campagna per la liberazione di Sakineh. 

Il giornale Kayhan mira a difendere l’ideologia della rivoluzione islamica ed è strettamente diretto e controllato dal governo del presidente Mahmoud Ahmadinejad. 

La televisione di stato iraniana ha, inoltre, attaccato la signora Bruni-Sarkozy per il suo sostegno a Sakineh, asserendo che lo utilizzava solo per giustificare la sua propria immoralità. 

Dal Palazzo dell’Eliseo non è partita alcuna reazione ufficiale relativamente alle diffamazioni pubblicate dai media iraniani, ma un “insider” ha affermato che la signora Carla Bruni, moglie del Presidente francese, è rimasta “profondamente amareggiata” dall’attacco personale fatto nei suoi confronti.

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