Carriera Rita Levi Montalcini

30 dicembre 2012 18:120 commenti

Ripercorriamo le tappe più importanti della carriera di Rita Levi Montalcini, straordinaria figura della storia moderna italiana, scomparsa a Roma oggi, all’età di 103 anni.

1936

Laurea in Chirurgia all’Università di Torino con 110 e lode.

 Morta Rita Levi Montalcini

1940

Allestisce a Torino un laboratorio domestico all’interno della propria camera da letto per continuare le sue ricerche.

1944

Fa il suo ingresso come medico nelle forze alleate, durante la Seconda Guerra Mondiale.

 Biografia Rita Levi Montalcini

Agosto 1944

Diventa medico presso il campo dei rifugiati di guerra che giungevano dal Nord Italia all’interno del Quartier Generale anglo-americano

1947

Si trasferisce a Washington, invitata dal biologo Viktor Hamburger a prendere la cattedra di Docente di Neurobiologia presso il Dipartimento di Zoologia dell’Università.

1950-1951

Sulla falsa riga delle ricerche effettuate dall’embriologo Elemer Bueker, sviluppò l’idea di un agente promotore della crescita nervosa,

1951

Presenta presso la New York Academy of Sciences la tesi sul lavoro svolto durante l’anno precedente, improntata sulla spiegazione della differenziazione dei neuroni e della crescita di fibre nervose.

1952 

Scopre tramite un esperimento il fattore di crescita nervoso. Si tratta di una proteina che gioca un ruolo fondamentale nella crescita e nella differenziazione delle cellule nervose sensoriali e simpatiche.

1954


In virtù della collaborazione con Stanley Cohen (suo allievo specializzato in biochimica), Rita Levi Montalcini arriva ad isolare una frazione nucleoproteica tumorale e ad identificare la sostanza in questione all’interno del veleno dei serpenti e della ghiandola salivare dei topi.

La proteina identificata ha possibilità di sintesi in quasi tutti i tipi di tessuto, in particolar modo nelle ghiandole esocrine.

Grazie a questo studio, Montalcini e Cohen scoprono e si accertano della molecola proteica tumorale, fornendo una spiegazione scientifica ai meccanismi di crescita e di differenziazione cellulare.

1956

Nominata Professoressa associata di Zoologia presso la Washington University di St. Louis.

1958

Nominata Professoressa ordinaria di Zoologia presso la Washington University di St. Louis.

1961-1969

Fonda e dirige il Centro di Ricerche di neurobiologia generato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (Roma) presso l’Istituto Superiore di Sanità.

1969 – 1979

Direttrice del Laboratorio di Biologia cellulare del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

1977

Va in pensione e lascia l’America dopo un’esperienza trentennale.

1983

Diventa presidente dell’Associazione Italiana Sclerosi Multipla, patologia per la quale non ha mai smesso di effettuare ricerche sul piano medico-scientifico.

1986

Riceve il Premio Nobel per la Medicina (a pari merito con il suo allievo Stanley Cohen). Questa la motivazione del Premio:

“La scoperta dell’NGF all’inizio degli anni 50′ è un esempio affascinante di come un osservatore acuto possa estrarre ipotesi valide da un apparente caos. In precedenza i neurobiologi non avevano idea di quali processi intervenissero nella corretta innervazione degli organi e tessuti dell’organismo”

1987

Riceve la National Medal of Science, direttamente dal Presidente Reagan. Si tratta del riconoscimento più prestigioso nel panorama della medicina degli Stati Uniti.

1989-1995

Ricopre incarichi lavorativi all’Istituto di neurobiologia del CNR, in qualità di “superesperto”, finalizzando le sue ricerche sullo spettro di azione dell’NGF.

1993-1998

Presiede l’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, rilanciando tale Associazione.

1999

Nominata Ambasciatrice della FAO.

2001

Eletta Senatrice a vita.

 

 






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