Cellule staminali, i tanti possibili utilizzi in campo medico

11 gennaio 2014 14:490 commentiDi:

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Il Metodo Stamina ideato dal Prof. Vannoni è solo uno dei tanti metodi per l’utilizzo delle cellule staminali nella cura delle varie patologie umane. Stamina sta facendo discutere molto in quanto il metodo non è stato creato da un medico o da un ricercatore specializzato, ma da un ex docente di psicologia che, come evidenzia la comunità scientifica, non è in grado di poter provare né la metodologia usata né i suoi effetti (sia quelli positivi che quelli collaterali).

Ma il Metodo Stamina è solo uno dei tanti possibili utilizzi delle cellule staminali per la cura di moltissime patologie a carico del corpo umano: la ricerca sulla questione va avanti da circa 30 anni e in questo periodo sono stati fatti molti progressi, anche se ci sono ancora molti nodi da sciogliere soprattutto sugli effetti potenzialmente collaterali a lungo termine.

L’uso delle cellule staminali per la cura della leucemia e del linfoma

L’utilizzo in campo medico delle cellule staminali inizia circa 30 anni fa, con i primi esperimenti per il trattamento della leucemia. All’inizio il tutto avveniva attraverso trapianto di midollo osseo, poi la ricerca è andata avanti e si è iniziato ad utilizzare le cellule di questo tipo presenti nel sangue del cordone ombelicale.

Al momento questo è l’unico utilizzo delle cellule staminali adulte che è stato provato e riconosciuto dalla comunità scientifica internazionale, e si basa sull’introduzione di nuove cellule staminali, che solitamente vengono prese dal paziente stesso e poi reintrodotte nel corpo, che hanno il compito di ricostruire tessuto sano laddove la patologia in questione lo ha distrutto o danneggiato.
Trattandosi nella maggior parte dei casi di un auto trapianto, il rischio di rigetto è pari praticamente allo zero, il problema di questa terapia deriva dall’uso combinato della chemioterapia – il metodo attualmente più utilizzato nella cura del cancro – che distrugge tutte le cellule, anche le staminali. Per questo spesso le cellule staminali vengono introdotte nel corpo del paziente in una fase successiva della cura.

La ricerca scientifica sulle staminali continua ad andare avanti in modo piuttosto veloce, e in futuro si spera che le cellule staminali possano essere utilizzate con successo anche per la cura di altre tipologie di malattie a carico del corpo umano, vediamo quali sono.

Quali malattie si possono curare con le cellule staminali? 

Come anticipato, al momento l’unica malattia per la quale si è dimostrata scientificamente l’efficacia del trattamento con cellule staminali è la leucemia, ma le applicazioni di questo tipo di terapia possono davvero essere infinite e risolvere problemi di origine diversa.

Questo è dovuto al fatto che le cellule staminali sono delle cellule base, ovvero delle cellule indifferenziate che hanno la capacità sia di specializzarsi per sostituire le cellule malate o distrutte di tutti gli organi del corpo (le cellule staminali sono di diversi tipi, alcune possono specializzarsi in tutti i tipi di tessuto mentre altre hanno delle applicazioni limitate) e sono anche in grado di dividersi per proliferare.

Di seguito elenchiamo tutti i potenziali usi delle cellule staminali.

Danni cerebrali

I danni celebrali, come ictus e lesioni, cono caratterizzate da una perdita di neuroni e oligodendrociti nel cervello. Il cervello umano adulto contiene cellule staminali neurali che si dividono per mantenere il numero di cellule staminali generali, o per diventare cellule progenitrici.

Sono queste ultime a diminuire nel corso degli anni (nelle donne questo processo si velocizza con la gravidanza), motivo per cui con il passare degli anni è più difficile per il cervello auto ripararsi in caso di lesione. L’utilizzo delle cellule staminali neuronali potrebbe intensificare il processo di rigenerazione, risultando particolarmente utile non solo nella cura dei danni derivanti da lesioni celebrali e per la cura di malattie degenerative di questo fondamentale organo come il Parkinson e il morbo di Alzheimer.

Cancro

Al momento le sperimentazioni per la cura del cancro con le staminali è ancora in fase iniziale e si è concentrata soprattutto nella cura del cancro al cervelli, con risultati molto positivi sulle prove effettuate sui cani.

Alcuni ricercatori ritengono che la chiave per trovare una cura per il cancro è quello di inibire la proliferazione delle cellule staminali del cancro, in pratica si tratta di utilizzare le conoscenze fin qui acquisite per bloccare la crescita del tumore intervenendo sulle staminali del cancro.

Malattie cardio vascolari e danni al cuore

Lo studio di una cura delle patologie a carico del cuore con l’uso delle staminali sta dando risultati discordanti (funziona bene sugli animali, ma meno negli uomini), anche se negli ultimi tempi ci sono stati dei notevoli progressi.

I fattori che influiscono sull’efficacia delle staminali in questo tipo di patologie sono l’età del paziente, i tempi di trattamento e il rischio che l’iniezione di cellule staminali possa dare avvio un infarto miocardico, ma sembra che tali ostacoli possano essere superati con trattamenti supplementari che ottimizzando la metodologia sebbene anche questi possono portare a degli effetti collaterali.

Calvizie

Anche i follicoli dei capelli contengono cellule staminali, e alcuni ricercatori sono convinti che ulteriori studi su questo specifico tipo di staminali possano portare alla risoluzione della calvizie mediante l’attivazione delle cellule staminali cellule progenitrici già esistenti sul cuoio capelluto.

In pratica, gli scienziati pensano di impiantare le cellule staminali laddove mancano i follicoli piliferi o dove risultano danneggiati e, attraverso trattamenti successivi, spingere i follicoli sani presenti a mandare ‘segnali’ per la specializzazione delle cellule impiantate che daranno luogo a nuovi follicoli.

Denti

Nel 2004, gli scienziati del King College di Londra hanno scoperto un modo per coltivare un dente completo nei topi e sono stati in grado di farlo crescere da solo in laboratorio. I ricercatori sono convinti che questa tecnologia può essere usata per far sviluppare e crescere i denti vivi anche negli umani.

In teoria, le cellule staminali prelevate dal paziente potrebbero essere coltivate in laboratorio per trasformale in una gemma del dente che, una volta impiantata nelle gengive, darà luogo ad un nuovo dente che potrebbe crescere anche in soli due mesi, fondendosi con la mascella e rilasciando sostanze chimiche che incoraggiano i nervi e i vasi sanguigni ad agganciarsi al nuovo dente.

Cecità e menomazioni della vista

Nel 2003, i ricercatori hanno trapiantato con successo cellule staminali corneali in occhi danneggiati per ripristinare la capacità di visione, il problema in questo caso è che gli scienziati hanno utilizzato delle cellule staminali fetali (la raccolta di questo tipo di staminali prevede la distruzione del feto).

Un ulteriore passo avanti è stato fatto nel giugno del 2005, quando i ricercatori del Queen Victoria Hospital del Sussex, in Inghilterra sono stati in grado di ripristinare la vista di quaranta pazienti con la stessa tecnica, ma utilizzando cellule staminali adulte ottenute dal paziente, da un parente e dai cadaveri .

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