Cellule staminali, perché la Chiesa si oppone alla sperimentazione?

13 gennaio 2014 20:011 commentoDi:

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Le cellule staminali sono una delle più grandi scoperte della medicina moderna: anche se lo studio delle loro potenzialità e dei loro effetti è ancora alle fasi iniziali – la loro scoperta risale a circa 30 anni fa, un tempo non molto lungo per la medicina – si sono già scoperte alcune loro applicazioni per il trattamento di malattie come i linfomi e la leucemia che hanno dato degli ottimi risultati.

Eppure, il dibattito sulle cellule staminali continua ad essere particolarmente acceso e non sembra essere possibili un punto di incontro tra i detrattori e i sostenitori. Il motivo di queste polemiche non è facile da capire se non si conoscono le diverse tipologie di cellule staminali presenti nel corpo umano in ogni fase del suo sviluppo e le potenzialità di ognuna di esse.

Cellule staminali embrionali e cellule staminali adulte, quali differenze?

Per capire i motivi delle tante polemiche sulle cellule staminali bisogna chiarire un punto chiave di tutta la vicenda, ovvero la distinzione di queste cellule in due grandi categorie: le cellule staminali embrionali, ovvero quelle che si possono estrarre dei blastociti (embrioni in uno stadio molto precoce dello sviluppo, circa 4/5 giorni dopo il concepimento), e le cellule staminali adulte, che possono essere estratte dal midollo osseo.

Le cellule staminali embrionali sono dette anche pluripotenti, in quanto hanno la capacità di differenziarsi in differenziarsi in uno dei tre strati germinali, ovvero l’endoderma (tessuto che compone il rivestimento interno dello stomaco, del tratto gastrointestinale e i polmoni), il mesoderma (muscoli, ossa, sangue, apparati urogenitale) e l’ectoderma (tessuti epidermici e del sistema nervoso) – esistono anche cellule dette totipotenti, i zigoti, che si possono differenziare in qualsiasi tipo di cellula – mentre le cellule staminali adulte sono cellule non specializzate che si riproducono giornalmente per fornire specifiche cellule (globuli rossi , cellule epatiche, neurali, muscolari, renali e follicolari, che hanno un minor grado di specializzazione rispetto alle embrionali, in quanto solitamente si specializzano solo per diventare parte del tessuto dell’organo che le ha generate.

Altra differenza tra questi due tipi di cellule staminali è la loro estrazione: le cellule staminali embrionali possono essere estratte solo da un embrione alle primissime fasi di sviluppo, ma questo processo, dato che il blastocito è composto da circa 100/150 cellule in totale, prevede la distruzione dell’embrione.

Al contrario, le cellule staminali adulte possono essere estratte con diversi procedimenti – oltre che nel midollo spinale, le staminali si trovano anche nel tessuto adiposo umano e possono essere estratte con una semplice lipoaspirazione – senza che vi sia alcun rischio per il paziente.

È più semplice ora comprendere perché ci siano molti detrattori della sperimentazione sulle cellule staminali embrionali, dato che il trattamento degli embrioni è sempre stato un argomento di confine, a cavallo tra la ricerca medica e le tante questioni morali ed etiche che la loro distruzioni solleva.

► Dieci fatti da conoscere sui trattamenti con le cellule staminali

L’embrione è già una forma di vita?

La questione della sperimentazione sulle cellule staminali embrionali si può ridurre ad una semplice domanda: quando un ovulo fecondato può definirsi vita umana?

Se la domanda è semplice, non lo è la sua risposta, soprattutto nei paesi in cui è forte l’influenza del Cattolicesimo, che considera vita umana, e quindi trattabile esclusivamente come essere vivente dotato di una coscienza e di una identità, anche se ancora solo in potenza, la singola cellula che si viene a formare non appena lo spermatozoo feconda l’ovulo.

Secondo questa teoria, quindi, la distruzione di un embrione al fine di raccogliere cellule staminali può essere considerato al pari di un omicidio.

Il problema per la Chiesa si pone solo per l’utilizzo delle cellule staminali embrionali, non per quelle adulte, e le questioni etiche sollevate sono due, vediamoli nello specifico.

Le questione etica e religiosa della produzione e della clonazione degli embrioni

La domanda che pone la Chiesa è la seguente: “È moralmente lecito produrre e /o utilizzare embrioni umani viventi per la preparazione di cellule staminali?”. La risposta è, ovviamente, no, per le seguenti ragioni: l’embrione umano è vivente a partire dalla fusione dei gameti, momento dal quale non può più essere considerato solo come un semplice accumulo di cellule, ma come «individuo umano» che ha diritto alla sua propria vita; e, perciò, ogni intervento che non sia a favore dello stesso embrione, si costituisce come atto lesivo di tale diritto, anche nel caso i cui i fini per cui si compiono tali azioni sono nobili come quello di salvare un’altra vita.

La Chiesa si oppone anche al secondo metodo di produzione di cellule staminali, ovvero la clonazione terapeutica degli embrioni proprio al fine di estrarre le cellule staminali. Per la Chiesa, anche in questo caso, la questione è la stessa: anche se clonato e con pochissime probabilità di vita (la possibilità che da un embrione clonato possa svilupparsi autonomamente una vita umana e di uno su 100), un embrione è comunque una vita umana e come tale va rispettata.

► Dieci fatti da conoscere sui trattamenti con le cellule staminali – Seconda parte

Tante confessioni religiose e altrettanti no alla sperimentazione sulle cellule staminali embrionali

La Chiesa Cattolica si oppone alla sperimentazione sulle staminali embrionali per i motivi che abbiamo elencato sopra, ma non è certo la sola: la maggior parte delle confessioni religiose si oppone a questo tipo di ricerca, ognuna per motivi diversi ma comunque derivati dallo stesso principio, ovvero la sacralità (in senso molto ampio) della vita umana.

I Battisti, ad esempio, si oppongono alla ricerca sulle cellule staminali embrionali umane con la motivazione che la Bibbia stessa insegna che gli esseri umani sono fatti a immagine e somiglianza di Dio e che la vita umana comincia al momento della fecondazione. Tuttavia, questa confessione sostiene la ricerca sulle cellule staminali adulte in quanto non richiede la distruzione di embrioni.

Le stesse motivazioni sono alla base dell’opposizione alla ricerca dei Metodisti, mentre i Pentacostali si oppongono anche alla pratica di coltivare cellule staminali dal tessuto di feti abortiti, perché in questo modo si perpetua il male dell’aborto.

Islamismo ed ebraismo dicono sì alla sperimentazione sulle staminali, ma con riserva

Di diversa opinione sono le altre due confessioni monoteiste, ovvero l’islamismo e l’ebraismo. Molti studiosi e ricercatori islamici credono che il divieto di genitorialità surrogata e di adozione di embrioni presente nel Corano, farebbe del loro libro sacro un sostegno morale e religioso per la ricerca sulle cellule staminali embrionali.

Secondo i precetti della tradizione ebraica, così come sono stati spiegati dal rabbino Levi Yitschak Halperin dell’Istituto per la Scienza e la Legge Ebraica di Gerusalemme, la ricerca sulle cellule staminali embrionali è consentita fino a quando l’embrione non è stato impiantato nel grembo materno:

Finché non è stato impiantato nel grembo materno ed è ancora un uovo fecondato congelato, non ha lo status di un embrione e non c’è divieto di distruggerlo. La soluzione migliore è comunque di utilizzarlo per scopi di salvataggio, come per il trattamento di persone che hanno subito traumi al sistema nervoso.

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1 commento

  • Non ho mai letto niente di così sconclusionato! Ma che articolo è mai questo?
    L’estrazione di cellule staminali adulte non comporta il sacrificio (la morte) del donatore. L’estrazione di quelle embrionali invece comporta il sacrificio (la morte) del donatore che è l’embrione. Ecco la differenza ovvia e semplicissima. Traete voi stessi le conseguenze…

    Quando un ovulo fecondato può definirsi vita umana? Semplicissimo: quando il suo DNA si è integrato con quello di uno spermatozoo per dare un nuovo DNA completo, quello di uno zigote che è un nuovo essere umano con la sua piena ed irripetibile individualità.
    Che differenza c’è tra un embrione prima e dopo l’annnidamento? Forse che l’uno è figlio di mamma e l’altro no?

    Diffidate dai dubbi e dai discorsi fumosi. Sono un palese imbroglio!!!!!

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