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Cesare Battisti. Governo brasiliano appoggia Lula

Mentre in Brasile gli alti funzionari del nuovo governo, instauratosi sabato 1 gennaio, hanno approvato la decisione presa dall’ex presidente Luiz Inacio Lula da Silva, di non estradare l’ex attivista rosso Cesare Battisti, a Roma le autorità stanno pensano di portare il caso davanti alla Corte dell’Aia . 

Battisti, condannato all’ergastolo dai diversi gradi di giudizio in Italia, per il suo coinvolgimento in quattro omicidi, è diventato il più serio problema diplomatico che si è ritrovata la neo presidente brasiliana, Dilma Rousseff, proprio all’inizio del suo insediamento, sabato pomeriggio. 

Il nuovo ministro brasiliano della Giustizia, José Eduardo Cardozo, ha confermato, ieri, la decisione di Lula, di non estradare Battisti in Italia, una mossa che ha generato una forte indignazione da parte delle autorità italiane. 

Cardozo, ha dichiarato: “Dopo aver letto la relazione dell’Ufficio del Governo, non ho alcun dubbio che la decisione intrapresa dall’ex Presidente è assolutamente corretta. Lula ha decretato “No all’estradizione di Battisti”, in stretta conformità con la nostra legge e con ciò che il Supremo Tribunale Federale ha stabilito”. 

Lula ha stabilito di non estradare Battisti, suffragato da una relazione legale composta da 65 pagine,  preparata dall’Ufficio del Governo, nella quale sostiene che il trattato bilaterale di estradizione fra il Brasile e l’Italia prevede che il presidente di un paese può vantare ragioni eccezionali per decidere altrimenti. 

In seguito a tutto ciò, il Ministro degli Affari Esteri,  Franco Frattini, ha annunciato al Corriere della Sera,  che il governo italiano non intende rinunciare ad ottenere l’estradizione di Battisti, anche se questo può voler dire, deferire il caso alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia. L’Italia farà tutto il possibile, aggiungendo che la decisione del Brasile costituisce un grave precedente e potrebbe avere un impatto sul destino di molti altri criminali latitanti. 

Tuttavia, le autorità italiane vogliono prima presentare un nuovo ricorso al Supremo Tribunale Federale del Brasile. A Brasilia, invece,  Marco Aurelio Garcia, Consigliere per gli Affari Internazionali di Dilma Rousseff, (stessa posizione con Lula per otto anni), ha minimizzato la possibilità che le autorità italiane si rivolgeranno  alla Corte dell’Aia. “Non ci preoccupa minimamente. E’ una decisione sovrana del governo brasiliano attraverso una base giuridica fondata e quindi la cosa non ci turba”. Ha dichiarato Garcia. 

Battisti è tuttora agli arresti, dal 2007,  in un carcere di Brasilia, in attesa di una risoluzione del suo caso. Il presidente del Supremo Tribunale Federale, Cezar Peluso, deciderà i prossimi passi e, in particolare la liberazione dell’ex attivista rosso.

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