Che cos’è il canone speciale RAI richiesto a professionisti e artigiani

2 luglio 2014 10:210 commentiDi:

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Tutti i cittadini italiani sono tenuti a pagare il canone RAI per l’utilizzo dell’apparecchio televisivo o suo similare a livello domestico e da non molto tempo a questa parte tale importo figura tra le tasse di diretta competenza statale. Oltre al normale canone domestico, però, esiste anche una seconda tipologia di canone, sempre di competenza dell RAI, chiamato canone speciale, che deve essere pagato da tutti coloro che nell’esercizio della propria attività lavorativa o d’impresa fanno uso degli apparecchi televisivi o di apparecchi che comunque consentono la ricezione delle frequenze. >  Come disdire il canone RAI

E proprio di recente si è riaccesa l’attenzione su questa particolare tipologia di tassa richiesta dallo stato. Gli amministratori di Viale Mazzini, infatti, hanno prelevato dagli uffici delle Camere di Commercio d’Italia la lista di tutti coloro che risultano iscritti come esercenti una propria attività o liberi professionisti e hanno inviato a costoro dei solleciti di pagamento, ovvero dei bollettini, in cui si richiede il pagamento del canone RAI speciale. 


Istanza rimborso canone RAI

Il bollettino con la richiesta di pagamento – o in alternativa la richiesta di prova del mancato utilizzo – è stata così inviata in maniera indiscriminata non solo a ristoratori e albergatori o esercenti di bar che utilizzano le frequenze televisive per la loro attività, ma anche ad un alto numero di artigiani, liberi professionisti e autonomi che non fanno affatto uso delle TV mentre lavorano.

L’invio del bollettino e la richiesta della certificazione della detenzione dell’apparecchio televisivo sono stati per questo motivo dichiarati illegittimi dal presidente della Confederazione Nazionale Artigianato, il quale in una lettera aperta al presidente della RAI, Anna Maria Tarantola, ha sollevato la questione, è soprattutto l’onere della prova e della risposta che ora spetterà ingiustamente all’intera categoria.

Sul caso, che si ripete a distanza di due anni, è stata anche aperta una interrogazione parlamentare.






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