Che cos’è il Common Reporting Standard

20 marzo 2014 18:460 commentiDi:

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Il Common Reporting Standard consiste nell’accordo siglato dall’OCSE nello scorso mese di gennaio 2014 per il contrasto dell’evasione fiscale a livello globale. Secondo questo accordo 44 Paesi del globo, che hanno assunto la definizione di early adopters, – i primi ad adottare la misura –  hanno preso l’impegno formale allo scambio sistematico delle informazioni fiscali a fini finanziari, adottando anche un preciso calendario. 

La siglatura di questo accordo globale, stretto nel mese di marzo 2014, è stata considerata un passo di fondamentale importanza nella lotta internazionale agli evasori fiscali. Tra i paesi firmatari vi è anche l’Italia, che scambierà quindi con gli altri paesi aderenti le informazioni fiscali relative ai contribuenti italiani. L’accordo, in particolare, ha una grande importanza per il nostro paese, che nel corso dei prossimi mesi e anni spera di recuperare attraverso il contrasto dell’evasione fiscale una serie di risorse da reimpiegare nella gestione dello stato.


Al numero dei paesi aderenti, tuttavia, non hanno preso parte quelli che sono tradizionalmente considerati i centri fiscali offshore del mondo della finanza, come la Svizzera e Singapore. Gli altri paesi, tuttavia, hanno per la prima volta annunciato il programma da seguire per l’attuazione degli standard globali previsti dall’accordo.

Sulla base di quanto previsto dal programma del Common Reporting Standard le prime informazioni tra i 44 stati aderenti saranno scambiate a partire dal 2017, anche in relazione ai conti aperti a fine 2015. Lo scopo di questo programma è quello di eliminare piano piano tutti i baluardi che nel tempo si sono costruiti come rifugi sicuri per il mondo della finanza non in regola con i regolamenti nazionali e internazionali.

Si prevede, infine, che tutte le norme previste dall’accordo entrino a far parte della legislazione comunitaria entro la fine del 2014.






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