Che cos’è la Lingua Italiana dei Segni (LIS)

26 novembre 2012 15:500 commentiDi:

Che cos’è

La Lingua Italiana dei Segni, più conosciuta attraverso la sigla LIS, è la lingua visiva utilizzata dalle persone non udenti, ovvero da tutti coloro che in Italia appartengono alla comunità visual-centrica (persone sorde e loro consanguinei e parenti).

Un po’ di storia

La LIS, dal punto di vista genealogico, è una lingua romanza erede della famiglia della Langue des Signes Française (LSF), mentre dal punto di vista tipologico è una lingua visiva che possiede una propria struttura fonologica, morfologica e sintattica, proprio come l’italiano “sonoro” a cui siamo più abituati. La Lingua dei Segni, come alcune altre lingue morte o parlate è una lingua SOV (Sogetto – Oggetto – Verbo), in cui il verbo occupa, nell’enunciato, la posizione finale.


Le ricerche italiane su questa lingua si sono sviluppate solo a partire dagli anni ottanta, vent’anni dopo che W. C. Stokoe riconobbe la natura linguistica dei segni, la loro costante sequenzialità e il loro essere suddivisibili in unità minime, proprio come accade con le lingue non visive.

Come funziona

Ogni segno della Lingua dei Segni può essere scomposto in componenti essenziali (cioè le 4 componenti manuali del segno) e componenti non manuali. Le prime sono movimento, orientamento, configurazione e luogo, mentre le seconde sono espressione facciale, postura e componenti orali. Alcuni segni possono di conseguenza differire tra di loro soltanto per una delle componenti essenziali. Alcune funzioni tonali della lingua, infine, come l’intonazione interrogativa, vengono realizzate attraverso le espressioni facciali.






Tags:

Lascia una risposta