Chi è Mauro Moretti, l’amministratore delegato delle Ferrovie dello Stato

25 marzo 2014 16:370 commentiDi:

FS: PARTE 'FRECCIAROSA', UN MESE INIZIATIVE IN FAVORE DONNE

Fino ad oggi era solo uno dei molti grandi manager pubblici che mandano avanti le società in parte ancora controllate dallo stato, ma è diventato particolarmente famoso in seguito ad alcune sue dichiarazione in merito ad un possibile taglio degli stipendi degli amministratori delegati della pubblica amministrazione.  Si tratta di Mauro Moretti, classe 1953, ad di Ferrovie dello Stato a partire dal 2006, chiamato in causa per i suoi 850 mila euro lordi annui di retribuzione. 

Il suo punto di vista, però, quello che ha dato particolarmente scalpore tra politici, manager e operai, è stato il ritenere gli stipendi italiani dei manager pubblici non ancora abbastanza allineati con quelli dei colleghi europei. E in seguito ha anche minacciato di lasciare il suo incarico qualora la sua retribuzione fosse stata rivista a ribasso dalle nuove politiche del governo Renzi.


Moretti ha lavorato all’interno dell Fs praticamente da sempre. E’ infatti entrato nelle ferrovie subito dopo la laurea in ingegneria elettrotecnica, come funzionario dell’ufficio impianti elettrici di Bologna. Allora, si può immaginare, la sua retribuzione doveva essere molto simile, se non inferiore, a quella oggi rilevata come media italiana tra i dipendenti di FS, cioè pari a circa 38.500 euro, al cambio dell’epoca.

Poi, dopo alcuni anni è arrivata la nomina a dirigente, nell’86, e da allora la sua carriera ha seguito il regolare percorso che l’ha portato da sindacalista Cgil ai massimi vertici. Tra i suoi meriti vi è quello di aver risanato le Ferrovie da un rosso di 2,1 milioni di euro ad un utile di 16 milioni di euro, tra il 2006 e il 2008, primo anno in cui è stato lanciato il servizio Frecciarossa.

Eppure ancora oggi il gruppo FS continua a ricevere dallo stato italiano 2 miliardi di euro di aiuti, da sommare alle risorse che arrivano come contributo agli investimenti, nel 2012 2,4 miliardi su 3,8 totali. E se a questo si aggiunge un rincaro medio delle tariffe negli ultimi anni del 7 per cento e il taglio di oltre 4 mila posti di lavoro, il quadro del risanamento di FS appare maggiormente realistico.






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