Comunicazione non verbale in Obama e Romney

6 novembre 2012 18:510 commentiDi:

Nelle Elezioni Presidenziali degli Stati Uniti, i dibattiti televisivi sono molto importanti e capaci di muovere molti voti tra gli indecisi. È stato così in passato ed è stato così anche in questa ultima campagna elettorale, dove Obama ha permesso il recupero di Romney dopo il flop al primo confronto.

Un aspetto importante, capace di convincere alcuni elettori indecisi, è quello della comunicazione non verbale. Non solo quella verbale, quindi, ma anche quella comunicazione fatta di gesti, di non detto, di espressioni. Certo una gaffe è una gaffe, è risuona particolarmente nell’elettorato. Romney ne ha fatte diverse in questa campagna elettorale, e Obama ne ha approfittato. Tutti ricordiamo, però, il confronto Bush-Kerry, con quest’ultimo che non è apparso all’altezza della situazione più per ciò che non ha detto che per ciò che ha detto.


Obama e Romney hanno due stili “non verbali” molto diversi. Romney si presenta come rassicurante, un po’ rigido, e comunque attendo a mostrarsi sicuro e deciso. Obama ha invece una fisicità leggera ed elegante che ha colpito molto gli americani durante la campagna elettorale di quattro anni fa.

Obama appare più emotivo, ma comunque fiero e deciso. Il suo sguardo e fisso e serio e, allo stesso tempo, un po’ visionario. La sua gestualità trasmette tranquillità ed è sicuramente affascinante.

Romney è un po’ più goffo, ma si presenta come un “padre”, come uno che vuole dare struttura. La sua gestualità manifesta sicurezza e voglia di riuscita.

Anche questi aspetti, come i programmi e le parole, hanno un peso in campagna elettorale. Una sorta di comunicazione inconsapevole che si insinua nell’immagine che gli americani hanno dei loro probabili leader del futuro.






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