Concordia, inchini voluti dalla Costa e forse anche clandestini a bordo

22 gennaio 2012 13:480 commenti

A una settimana dal tragico naufragio della Costa Concordia all’Isola del Giglio, sul relitto sono state riprese le ricerche dei dispersi momentaneamente interrotte nella notte per un movimento dello scafo.

Il Commissario delegato all’emergenza Franco Gabrielli ha reso noto che “sono al momento 12 le vittime del naufragio della nave Costa Concordia: 8 sono state identificate, 4 ancora no”. Ventiquattro il numero dei dispersi e ieri è stato ritrovato il cadavere in avanzata decomposizione di una donna non ancora identificata. Si apre intanto un nuovo giallo: potrebbero essere stati imbarcati dei clandestini, persone non regolarmente registrate a bordo della Costa Concordia. Ieri sono anche stati anche recuperati l’hard disk di bordo e la cassaforte nella cabina del comandante.

Intanto Francesco Schettino dice la sua verità sugli “voluti” da Costa. “Li facevamo a Capri, a Sorrento, in tutto il mondo. Le pianificava la Compagnia, ad agosto per le feste patronali per farci pubblicità” dichiara l’ex comandante durante l’interrogatorio al pm smentendo così l’amministratore delegato di Costa Pier Luigi Foschi che  sul Corriere delle Sera aveva dichiarato di aver autorizzato una manovra del genere “soltanto una volta”.

Schettino ha poi ammesso di aver ritardato l’allarme, ma si è giustificato dichiarando “prima di dare l’emergenza dobbiamo essere sicuri, perché non voglio rimanere con i passeggeri in acqua, né creare panico che la gente mi muore per nulla”. Intanto si cerca ancora di capire con esattezza le telefonate intercorse fra Scghettino e il responsabile dell’Unità di crisi di Costa Roberto Ferrarini che sarebbe stato messo al corrente della gravità della situazione e dell’ordine di evacuare la nave, ordine che arrivò con troppo ritardo.

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