Contratto di affitto transitorio

11 luglio 2012 16:010 commenti

Il contratto di locazione transitoria è previsto dalla legge n. 431 del 1998. La caratteristica principale di questo contratto d’affitto è data dalle particolari esigenze per le quali il contratto stesso viene stipulato e che presentano il carattere della transitorietà, motivo per il quale i contratti di questo tipo hanno una durata compresa tra un minimo di 1 mese e un massimo di 18 mesi.

Perché si possa ricorrere ad un contratto di affitto transitorio è necessario che l’inquilino abbia la necessità di prendere in affitto un appartamento momentaneamente o che il proprietario abbia la necessità di affittare l’immobile per un periodo di tempo limitato. La necessità momentanea che determina questa esigenza deve necessariamente essere  indicata nel contratto d’affitto e provata allegando al contratto stesso apposita documentazione.


Generalmente i contratti di questo tipo possono essere stipulati solo nei Comuni che hanno sottoscritto un accordo territoriale, nel quale viene anche stabilito il canone massimo richiedibile in questi casi. Il proprietario dell’appartamento locato con contratto di natura transitoria ha inoltre diritto ad una riduzione del 15% sul canone da denunciare nella dichiarazione dei redditi. Per questo tipo di contratto è vietata la sublocazione, salvo casi eccezionali.

Il contratto di affitto transitorio può essere rinnovato, sempre che permangano le esigenze transitorie. Qualora vengano meno le esigenze transitorie, il proprietario ha l’obbligo di trasformare il contratto d’affitto transitorio in un contratto d’affitto a canone libero, pena il risarcimento all’inquilino di 3 anni di canone o il ripristino del contratto.






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