In cosa consistono i certificati di deposito

26 marzo 2014 18:260 commentiDi:

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Numerose sono le tipologie di investimento a disposizione dei clienti. Tra quelli proposti dalla banche vi sono ad esempio anche i certificati di deposito. I certificati di deposito sono prodotti finanziari a basso rischio che si configurano come titoli vincolati muniti di una scadenza prefissata. 

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I certificati di deposito vengono emessi dalle banche, a seconda della propria offerta prodotti, e possono essere anche trasferibili. Per sottoscrivere un certificato di deposito è necessario appunto depositare una certa somma presso la banca e accettare il vincolo temporale previsto dalla cedola che viene emessa.

In genere i certificati di deposito hanno una scadenza che può essere computata in mesi, ma, secondo le norme vigenti emanate dalla Banca d’Italia, la scadenza di un certificato di deposito può andare da un minimo di tre mesi ad un massimo di 5 anni. 


Anche questo tipo di investimento prevede un rendimento per il cliente che lo sottoscrive. Alla somma depositata attraverso il certificato vengono infatti applicati degli interessi di remunerazione, che possono essere calcolati sulla base di un tasso di interesse fisso o variabile. Gli interessi sono di norma riconosciuti alla scadenza del certificato o alla fine di ogni anno.

Sul mercato esistono diverse tipologie di certificati di deposito. Si può infatti scegliere tra:

  • certificati di deposito a tasso fisso
  • certificati di deposito a tasso variabile
  • certificati di deposito zero – coupon.

I certificati di deposito a tasso fisso producono un interesse di rendimento di cui il cliente è già a conoscenza al momento della sottoscrizione perché non si modifica nel corso del tempo.

I certificati di deposito a tasso variabile sono invece soggetti alle oscillazioni del tasso legato per lo più all’indice Euribor. A questo tasso viene poi aggiunto uno spread.

Infine i certificati di deposito zero – coupon non prevedono un tasso di interesse periodico, ma il loro rendimento nasce dalla differenza tra il prezzo di sottoscrizione e quello di rimborso. Il tasso di interesse è comunque fisso e stabilito al momento della sottoscrizione.






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