Cosa dice il tuo profilo Facebook di te

4 ottobre 2013 10:370 commentiDi:

Facebook-Timeline

Che cosa dicono i vostri aggiornamenti di stato di voi?

Gli scienziati dell’Università della Pennsylvania hanno esaminato il linguaggio usato in 75.000 profili di Facebook, scoprendo che questo viene utilizzato in modo diverso in base alle differenze di età, sesso e di alcuni tratti della personalità. Questo ha permesso al gruppo, guidato dallo scienziato Andrew H. Schwartz, di fare previsioni sul profilo di ogni utente.

I ricercatori, il cui studio è stato pubblicato su Plos one, hanno scoperto che potevano predire il sesso di un utente con il 92% di accuratezza, per l’età lo scarto è di più o meno tre anni.

Ad oggi, questo è il più grande studio di questo tipo. La sua grandezza ha permesso ai ricercatori di utilizzare un approccio “open-vocabulary“, cioè hanno lasciato che i dati stessi si configurassero in categorie ed elenchi i base alle loro caratteristiche, diversamente da come succede con  un approccio “closed-vocabulary“, nel quale si utilizzano set predefiniti di parole correlate, una tecnica, questa, che costringe i ricercatori a guardare i marcatori tratto che già conoscono, piuttosto che scoprirne di nuovi.

Raggruppando automaticamente le parole in argomenti coerenti permette di scoprire potenziali categorie che non avrebbe potuto essere previste. Un approccio aperto al vocabolario permette di prendere in considerazione tutte le parole incontrate e quindi è in grado di adattarsi bene al linguaggio in evoluzione nei social media o in altri generi.

Questo approccio si è rivelato utile per determinare le caratteristiche degli utenti. Ogni partecipante ha compilato il questionario, basato sui cinque tratti principali della personalità: estroversione, gradevolezza, coscienziosità, nevrosi e apertura. I ricercatori hanno poi esaminato il linguaggio utilizzato per gli aggiornamenti dei profili allineandolo con i punteggi dei test.

Alcuni linguaggio si sono mostrati coerenti con le precedenti osservazioni psicologiche: gli estroversi, ad esempio, usano la parola ‘party’ molto più frequentemente delle persone nevrotiche, più propense a usare la parola ‘depresso’.

Ma ci sono state anche altre scoperte interessanti: gli introversi sono più propensi a parlare di fumetti giapponesi come “anime” e “manga”, le persone meno nevrotiche, invece, menzionano più spesso eventi come eventi sociali come “vacanza”, “circo” e “sport”.

I ricercatori sperano di usare i loro risultati per fornire ulteriori indicazioni su come il comportamento influenza il tipo di linguaggio utilizzato.

 

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