Cosa prevede la direttiva che apre gli archivi delle stragi italiane

23 aprile 2014 16:300 commentiDi:

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Il Presidente del Consiglio Matteo Renzi, come annunciato qualche tempo fa, ha firmato a Palazzo Chigi la direttiva che prevede l‘apertura degli archivi relativi alle stragi vissute dal nostro paese nel corso degli anni. Ma in che cosa consiste questa direttiva e cosa cambia rispetto al passato? 

Cosa prevede la direttiva sull’apertura degli archivi delle stragi

La direttiva permette in realtà una declassificazione degli atti ufficiali relativi alle stragi avvenute nel nostro paese dal loro precedente regime di riservatezza, consentendo il versamento anticipato di tutti i documenti in possesso delle diverse amministrazioni decentrate dello Stato.

Questi documenti rappresentano un importante fonte per la memoria storica del paese e verranno versate secondo un criterio cronologico, dal più antico al più recente, sorpassando il limite precedentemente imposto dei 40 anni di tempo, che fino ad oggi è valso per tutte le amministrazioni, per il versamento della documentazione presso l’archivio centrale. 


Quali sono le stragi e gli eventi della nostra storia più recente interessati dal provvedimento

Ma quali sono i fatti storici della nostra memoria più recente i cui documenti saranno per così dire “sdoganati” e entreranno a far parte della storia collettiva in modo più semplice? La lista degli episodi è abbastanza lunga e infatti comprende le stragi di:

  • Ustica
  • Peteano
  • Italicus
  • Piazza Fontana
  • Piazza della Loggia
  • Gioia Tauro
  • Stazione di Bologna
  • Rapido 904.

Lo scopo di questa apertura voluta dal governo Renzi è quello di mettere a disposizione di tutti i cittadini – o quantomeno di un numero maggiore di persone, tra cui non solo i familiari delle vittime coinvolte, ma anche studiosi e professionisti dell’informazione -, documenti che fino ad oggi sono appartenuti all’archivio dell’intelligenze, secondo quanto previsto dalla legge 124 del 2007, che ha abolito il segreto di stato in merito a fatti di terrorismo, episodi eversivi dell’ordine costituzionale, o fatti costituenti il reato di strage.






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