Cos’è la Terra dei Fuochi, i comuni che ne fanno parte e i rischi per la salute

31 gennaio 2014 09:100 commentiDi:

terra dei fuochi

È stato Roberto Saviano a far diventare tristemente famoso questo nome, la Terra dei Fuochi. Lo ha fatto nel suo libro “Gomorra”, il libro di denuncia delle attività criminali a Napoli e dintorni che lo ha reso famoso ma, allo stesso tempo, anche un ‘condannato a morte’ proprio per quello che ha rivelato.

Saviano ha portato alla luce un fatto che, purtroppo, in molti conoscevano ma che nessuno ha mai denunciato, per paura o per interesse. Dopo Saviano, a rivelare quanto accaduto in quella zona è stato il pentito Carmine Schiavone che ha raccontato la sua verità alle forze dell’Ordine tra il luglio e il settembre del 2013.

Il libro e poi le dichiarazioni del pentito hanno scoperchiato la pesante coltre di silenzio: il dramma della Terra dei Fuochi, l’ecocidio, come è stato poi definito da più parti, ora è sotto la luce dei riflettori.

Cos’è la Terra dei Fuochi

La Terra dei Fuochi è una vasta area che comprende la maggior parte dei comuni compresi nelle province di Napoli e Caserta.  Il nome deriva dai roghi appiccati ai rifiuti di ogni genere nelle campagne e ai margini delle strade di queste  zone, rifiuti che comprendono ogni tipo di materiale, dalla normale spazzatura fino a rifiuti industriali e speciali, rifiuti che dovrebbero essere trattati in modo apposito proprio per la loro pericolosità.

I roghi appiccati a questi materiali generano dei fumi altamente tossici e, inoltre, le sostanze tossiche generate permeano nel terreno: l’inquinamento provocato, quindi, non è solo dell’aria, ma anche della terra – una terra, quella campana, considerata da sempre tra le più fertili d’Italia – e delle falde acquifere sottostanti, provocando la contaminazione dell’intera catena alimentare.

Responsabile di questo disastro ambientale, in primis, la criminalità organizzata campana, la camorra, che con questo sistema di smaltimento dei rifiuti, se così lo si vuole chiamare, è riuscita a generare un giro di affari di grandissime dimensioni, ma i responsabili sono anche tutti coloro che sapevano e non hanno fatto nulla, quindi le aziende, tanto italiane che straniere, che hanno continuato a mandare i loro rifiuti pericolosi, tra cui, secondo le dichiarazioni di Schiavone, ci sarebbero anche piombo e scorie nucleari, in Campania, regione destinata secondo i piani della camorra a diventare una discarica a cielo aperto.

La storia della Terra dei Fuochi

Benché il dramma della Terra dei Fuochi sia diventato argomento di discussione pubblica solo da poco tempo, lo smaltimento illegale dei rifiuti in Campania va avanti da più di trent’anni, un tempo lunghissimo se si pensa alle gravi conseguenze che questo porta alla salute dei cittadini.

È almeno dagli anni ’90 che sono iniziate le prime inchieste su questi fatti, ma nessuna di queste ha mai portato a nulla di concreto. I motivi sono tanti e tutti hanno a che fare con gli interessi economici legati allo smaltimento dei rifiuti e alla conseguente connivenza di politici e commissari del Governo che avrebbero taciuto su quanto stava accadendo in Campania: a dirlo per primo fu Gaetano Vassallo, pentito di mafia legato al clan dei Casalesi, in riferimento però non alla Terra dei Fuochi, ma al Triangolo della Morte, altro nome tristemente evocativo, ovvero la zona compresa tra Acerra, Nola e Marigliano che per anni è stata la destinazione di rifiuti tossici che non venivano bruciarti, bensì interrati.


Questo fu l’inizio che mostrò alla Camorra quanto si potesse guadagnare dallo smaltimento dei rifiuti tramite interramento e, successivamente, tramite roghi. La situazione si è fatta particolarmente grave tra il 2007 e il 2008 in concomitanza con l’emergenza rifiuti in Campania. I camorristi colsero l’occasione per aumentare il loro giro di affari: tra i giganteschi cumuli di rifiuti accumulati ai bordi delle strade campane era facile mescolare quelli più pericolosi e tossici, in questo modo la camorra non doveva preoccuparsi neanche di cercare di nascondere cosa stava succedendo.

Dagli anni ’90 ad oggi (nel 1997 ci fu la prima denuncia di questo fatto) si calcola che in Campania siano arrivati circa 10 milioni di tonnellate di rifiuti di ogni specie.

La Terra dei Fuochi, i comuni coinvolti

Difficile definire con esattezza quanto sia ampia la Terra dei Fuochi. Nonostante le tante inchieste, infatti, è difficile dire con certezza dove sono stati bruciati i rifiuti tossici che arrivavano in Campania e fino a dove si è estesa la contaminazione.

L’area più esposta, come ha spiegato a settembre dello scorso anno il responsabile regionale dei Verdi Ecologisti Francesco Emilio Borrelli, è quella compresa tra il litorale domizio-flegreo e l’agro aversano, praticamente quasi tutta le provincia di Napoli e Caserta. Si tratterebbe, quindi, dei comuni di Acerra, Arienzo, Aversa, Bacoli, Brusciano, Caivano, Camposano, Cancello ed Arnone, Capodrise, Capua, Carinaro, Carinola, Casagiove, Casal di Principe, Casaluce, Casamarciano, Casapesenna, Casapulla, Caserta, Castelvolturno, Castello di Cisterna, Cellole, Cervino, Cesa, Cicciano, Cimitile, Comiziano, Curti, Falciano del Massico, Francolise, Frignano, Giugliano in Campania, Grazzanise, Gricignano di Aversa, Lusciano, Macerata Campania, Maddaloni, Marcianise, Mariglianella, Marigliano, Melito di Napoli, Mondragone, Monte di Procida, Nola, Orta di Atella, Parete, Pomigliano d’Arco, Portico di Caserta, Pozzuoli, Qualiano, Quarto, Recale, Roccarainola, San Cipriano d’Aversa, San Felice a Cancello, San Marcellino, San Marco Evangelista, San Nicola la Strada, San Paolo Bel Sito, San Prisco, San Tammaro, San Vitaliano, Santa Maria a Vico, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Sant’Arpino, Saviano, Scisciano, Sessa Aurunca, Succivo, Teverola, Trentola- Ducenta, Tufino, Villa di Briano, Villa Literno, Villaricca e Visciano.

La Terra dei Fuochi, i rischi per la salute

Tra gli argomenti più controversi che riguardano la Terra dei Fuochi ci sono le conseguenze sulla salute della popolazione di questi territori: a Napoli e Caserta si registra un’incidenza di tumori molto più alta rispetto alla media italiana ma, dato che non esiste in Italia un registro dei tumori, è difficile fare una stima esatta e attendibile di quante e quali di queste patologie tumorali possano essere collegate direttamente ai roghi di rifiuti tossici.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità i continui smaltimenti illegali di rifiuti, e la conseguente dispersione di sostanze inquinanti nel suolo e nell’aria e l’inquinamento di falde idriche utilizzate per l’irrigazione di terreni coltivati, sono in stretta correlazione con l’incremento di diverse patologie tumorali, che si concentrano negli otto comuni con il maggior numero di discariche di rifiuti: Acerra, Aversa, Bacoli, Caivano, Castelvolturno, Giugliano, Marcianise e Villaricca.

Questo, quindi, secondo anche altri studi condotti in questi anni, dimostra una correlazione causale tra i roghi della Terra dei Fuochi e la maggiore incidenza di tumori.






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